Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

Tiziana Scuderi autrice del racconto L’Albero paffuto, presente su Impronte, ultima nata tra le collane della casa editrice Pagine.

L’ALBERO PAFFUTO

Sulla collina di un villaggio se ne stava tutto solo, al centro di un piccolo giardino, un albero paffuto. Le sue foglie erano verdi e copiose, i suoi rami forti e robusti, le sue radici profonde e ben aderenti al sottosuolo. Dava ombra e frescura... Gli uccellini gli facevano compagnia poggiandosi sui suoi bei rami, cinguettando allegramente. Era davvero un bell’albero!

Un pomeriggio d’estate, in cui il caldo era afoso e soffocante, alcuni abitanti del villaggio andarono presso di lui...  Fu molto contento di poter donare un po’ d’ombra con le sue fronde rigogliose.

Nei giorni a venire si sparse la voce che l’albero paffuto del giardino sulla collina faceva ombra e dava frescura, così, nei seguenti pomeriggi, sempre più abitanti del villaggio andarono sulla collina per godere della sua fresca ombra. Si stendevano sul prato portando cibi e bevande e si trattenevano fino a sera mangiando, bevendo e facendo baldoria. Restavano sul prato, però, i resti del loro cibo: torsoli di mela, bucce di arancia, sacchetti di carta... Tanta roba e tanta immondizia! Gli animali dei dintorni, che avevano sempre ammirato e apprezzato quell'angolo di cielo sulla collina, cominciarono a vedere rattristarsi l’albero paffuto. Ogni giorno i rifiuti aumentavano... Lui continuava a donare con amore la sua ombra... ma c’era chi non aveva rispetto per il suo giardino. Fu così che le sue verdi foglie presero ad ingiallire ed a cadere. I suoi rami diventavano ogni giorno sempre meno resistenti. Anche le sue radici non erano più così saldamente aderenti alla terra sottostante. Gli uccellini non gli davano più volentieri la loro compagnia perché lo vedevano triste. Era di colpo invecchiato... Il dispiacere di non essere curato e rispettato aveva messo l’inverno nel suo cuore! Il cuore è il motore di ogni creatura, è lui che guida e dà forza e sostegno all’animo ed è lui che dà ad ogni creatura lo slancio vitale. Il cuore dell’albero paffuto si era ammalato per la mancanza di cure da parte di chi aveva potuto godere dei suoi benevoli servigi. Ciò che egli aveva donato con amore non era stato apprezzato; non vi era rispetto nel prendere ciò che egli donava senza aver cura di mantenere il suo spazio curato e custodito.

Un giorno un bimbo si recò sulla collina, con il suo carretto, per fare compagnia all’albero paffuto. Gli disse: «Non devi essere triste... C’è chi ti vuol bene davvero e chi avrà sempre cura di te non dimenticando mai ciò che tu hai fatto con amore!» Il bimbo cominciò, allora, a raccogliere da terra l’immondizia e a riporla nel carretto. Una volta pieno il carretto, tornò al villaggio a svuotarlo. I bimbi, suoi amici, videro ciò che aveva fatto e gli chiesero di poter fare lo stesso. Così il pomeriggio successivo furono diversi ad andare, con il loro carretto, a far compagnia all’albero paffuto... ed a prendersene cura. Nel giro di pochi giorni il piccolo giardino intorno all’albero paffuto fu di nuovo pulito. L’albero paffuto in cuor suo si commosse e nel tempo si riprese... Le sue foglie tornarono ad essere verdi e abbondanti, i suoi rami forti e robusti e le sue radici ancora più salde al terreno sottostante. Le sue fronde ripresero a donare ombra con amore...

Gli abitanti del villaggio avevano capito, grazie ai bimbi con il carretto, una grande lezione di vita che può essere riassunta loquacemente con queste semplici parole: l’amore in cambio non vuole altro che amore... e non è mai troppo tardi per donarlo!