Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

OPERA POETICA DI MARIELLA MULAS. COPERTINA A CURA DI ROSA ROSITA LOIODICE

INTRODUZIONE ALL'OPERA POETICA di Mariella Mulas D'AMORE PIANGO E CANTO  a cura di Teresa Laterza  

Ogni esperienza (percorso di vita) lascia un segno indelebile e, nella memoria di chi si serve della poesia per esternare il suo contenuto emotivo, diviene impeto e motivazione di quella necessità di fissare, nero su bianco, i propri sospiri, respiri, pensieri più riposti dell'animo umano. Ma ogni confessione richiede una dimensione spazio-temporale specifica nella quale raccogliersi per riflettere e ascoltare indisturbati la voce dell'io che diverrà poesia.

Malinconia e nostalgia sembrano essere le dimensioni preferite dall'autrice; da esse si lascia accogliere, in esse si adagia e si ritrova. Sono le compagne di viaggio di una vita, le amiche più fedeli alle quali raccontare i propri tumulti interiori, i dubbi, e porre quelle domande che, anche se spesso rimangono inevase, rappresentano quel bisogno ineludibile riscontrabile in ogni singolo poeta.

Per Mariella Mulas malinconia e nostalgia sono quelle tonalità dell'anima che le consentono di prendersi cura delle proprie ferite, di quegli spazi lasciati vuoti, di quella necessità d'amore che richiede di essere colmata. Ed è nel ricordo di qualcosa di importante che l'autrice tenta di ricostruire il fil rouge e il senso di una vita, la sua, nella quale non ha risparmiato l'amore, del quale, al contrario, è stata prodiga, capace di quel dare incondizionato che rappresenta la vera essenza dello stesso sentimento. L'amore rende forti oltre i confini del tempo, anche in quello spazio dell'eternità che si può solo immaginare, ma del quale si ha la certezza perché si resta in attesa... Così come emerge in questi versi della poesia Trovami, dedicata al marito scomparso. «Quando sarò persa / nei miei passi / a capo chino / solitaria viandante, / trovami... cercami... / non lasciarmi dissolvere nei miei pensieri. / Quando il mio cuore, / gonfio di stanchi sogni, / aumenta i battiti / nel sonno torbido di incubi / trovami e rassicura il mio respiro nel risveglio. / Quando il tempo / delle parole sentirò inutile / e le emozioni ingrigite / trovami, donami colori / e ripetimi frasi d'amore... / Non indugiare... / Trovami... per continuare ad amarti.» È il senso che si rinnova oltre quelle dimensioni “tangibili” che scandiscono il nostro esistere. Un amore è per sempre che si tratti di un compagno di vita o del dono dei figli, anche quando rimaniamo delusi, feriti, traditi… E di questo la Mulas non ne è solo consapevole, ma anche, paradossalmente, grata. Le separazioni, le perdite che fanno parte dello scorrere della vita possono allontanare i corpi ma non le anime… E con la sua anima l'autrice ripercorre i sentieri passati attraverso quei ricordi e rimpianti che sono rimasti indelebili in lei, e laddove questi risultino flebili e sbiaditi sono ricamati dall'immaginazione, dall'ostinazione nell'avvertire quella perpetua presenza anche se non è più visibile agli occhi o concessa al tatto. «E ti amo nel mio silenzio / e ti rincorro nei miei gesti / e ti accarezzo nel mio cuore. / Istanti come nubi / che si scostano / e lasciano al sole / illuminare giardini / risuonanti d'echi di vita e d'amore... / Istanti dove note / accompagnano canti di sogni... / Istanti unici per le mie labbra / che sussurrano, ostinatamente, / ...e ti amo.» (Dalla lirica …E ti amo). Anche nella più cupa solitudine, nel più ostinato silenzio, in fondo al tunnel, l'autrice ritrova sempre quello spiraglio di luce che la riporta ancora a credere e sperare attraverso la parola che diventa verso e melodia, balsamo dell'anima che cura e ristora… Perché l'amore stesso è poesia e la poesia amore. E la sua è anche una poesia della richiesta e dell'attesa, condizioni dell'anima che evidenziano una saggia consapevolezza dell'autrice nel credere che il bello non sia finito, ma che ci sia ancora tanto da scoprire nella gentilezza di un sorriso, nella delicatezza di un gesto, nel soffio soave di una parola amica, perché l'amore ha tante dimensioni e sfaccettature come si evince da alcuni suoi aforismi, in particolare come il seguente, che impreziosiscono quest'opera: «Un piccolo attimo felice basta per fare esplodere di emozioni la vita… prima o poi si mostrerà in una parola o in uno sguardo». D'amore si piange o si canta, proprio come scrive l'autrice nel titolo dato all'opera.

L'opera è edita da Libeccio Ctl edizioni, Livorno.

DISEGNO DI COPERTINA REAZIZZATO A CURA DI ROSA ROSITA LOIODICE

 

RICONOSCIMENTI ALL'AUTRICE MARIELLA MULAS

Concorso Letterario “Cagliari si risveglia 2006”,  terza classificata.  Nel 2010, prima classificata con le sillogi “Null’altro che emozioni” e “Fessure di sogni e pensieri”. Terza classificata nel concorso “I veli della Luna” nel 2009, promosso da Akkuaria di Catania con la quale pubblica “Al rumore di risacca l’onda della vita”, secondo classificato nel concorso letterario 2010, promosso contro la violenza alle donne. Nel 2011 risulta prima classificata al concorso “Premio Letterario Internazionale Centro Teatro dell’Anima di Quartu San’Elena” con “Bianchi i tuoi capelli”. Ulteriori illustri riconoscimenti giungono nei successivi anni. Attiva con opere edite in Antologie di Autori Vari editi da Aletti di Roma, Akkuaria di Catania, Ibiskos-Ulivieri ed altri illustri Editori Nazionali.