Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

CHE MONDO! di Fabiano Pini

Cinque eroi dal Cielo contro i mali della Terra

a cura di Angela Patrono

Fabiano Pini è un autore che sa stupire, passando agevolmente dal registro leggero della commedia a quello concitato dei romanzi d’azione: merito della sua prosa fluida e coinvolgente, che riesce ad accattivare ogni tipo di lettore. La sua ultima fatica è Che mondo! (Kimerik, 2019, pagg. 152), un’opera che si discosta dai precedenti lavori per essere un concentrato di fantapolitica e denuncia sociale, espressa con l’abituale tocco di dolceamara ironia e un inedito immaginario fantascientifico. Nello scenario romanzesco, situato nell’apparente quiete di una dimensione ultraterrena, cinque speciali Indagatori celesti vengono inviati dall’Onnipotente a compiere un’importante missione: individuare e sanare i principali mali che affliggono l’umanità. L’ardua impresa verrà affidata a personaggi molto speciali, diversi per epoca storica e background, ma che non mancheranno di suscitare l’interesse e la curiosità del lettore: Leonardo Da Vinci, Napoleone III, Albert Einstein e Sandro Pertini. Un vero dream team di supereroi venuti dal Cielo, a cui si aggiungerà un illustre sconosciuto: il barbiere Ovidio Ruffini, degno rappresentante di quegli esseri umani onesti e di buona volontà che svolgono la loro missione in silenzio, senza tante gratificazioni, destinati a cadere nell’anonimato. Questi Avengers soprannaturali – aiutati dagli Emissari, angeli terreni sotto copertura – si ritroveranno ad affrontare le terribili piaghe che attanagliano la nostra società: il bullismo, la dipendenza dai social network, la corruzione, il degrado, la solitudine, la follia, il femminicidio, la droga, la schiavitù infantile, le leggi ingiuste o mal applicate, la legittima difesa portata alle estreme conseguenze. Ed è qui che il sottofondo leggero della storia scolora in una tinta triste e drammatica, messa in risalto dalle toccanti considerazioni dell’autore e dall’indignazione degli stessi Indagatori celesti, che si sbracciano nel tentativo di svolgere il mandato divino, trovando non poche difficoltà nell’attuazione del compito. Il fatto di provenire dal Cielo, tuttavia, non rende i cinque protagonisti dei santini slavati o, peggio, delle macchiette prive di personalità. Nelle loro interazioni, gli Indagatori celesti rivelano tutta la loro variegata umanità, coerenti con la loro figura terrena benché umoristicamente delineati: così Pertini, con la sua inseparabile pipa, commenta desolato i fenomeni di corruzione e di deriva sociale; Napoleone ricalca le manie di grandezza e i comportamenti del suo celebre zio; Einstein, dotato di una mente acuta e brillante, svolge il ruolo di mediatore; il geniale Leonardo, con i suoi originalissimi congegni, è l’inventore dei rimedi per risolvere i problemi del pianeta. Menzione a parte per il buon Ovidio, né eroe per caso né antieroe di fantozziana memoria: al contrario le sue riflessioni, semplici ma profonde e sempre ben ponderate, riescono a smuovere e toccare gli animi degli altri quattro Indagatori. A rendere coinvolgente il romanzo è anche il linguaggio usato, fresco, diretto e dialogico, mentre la narrazione riserva episodi a tratti fumettistici. Non mancano le note umoristiche, sapientemente dosate dall’autore nel corso della storia. Particolarmente esilaranti sono i battibecchi tra Leonardo “Leo” da Vinci e Napoleone “Napo” III, così come la caratterizzazione linguistica di due personaggi come lo stesso Napoleone III e Albert “Albi” Einstein, tra francesismi e germanismi maccheronici e vere esclamazioni in francese, inglese o tedesco, il cui significato viene poi chiarito dalla legenda in Appendice. A suggello di ogni capitolo, per imprimere il senso del romanzo nella mente e nel cuore dei lettori, vi sono citazioni mirate dell’autore o di altri grandi pensatori. Come lo stesso Einstein, che pronunciò la seguente frase celebre: «Non c’è a questo mondo grande scoperta o progresso che tenga fintanto che ci sarà un solo bambino triste». Proprio questo è il tema di fondo del romanzo di Fabiano Pini: in una società malsana, la sete di potere scavalca la solidarietà, le innovazioni tecnologiche soppiantano i rapporti umani, il possesso è un surrogato dell’amore. Un paradigma che gli Indagatori celesti cercano di ribaltare, nella speranza che tanti piccoli David possano sconfiggere un massiccio Golia. Per la pregnanza e l’universalità dei temi trattati, Che mondo! è un’opera che merita di essere letta da un pubblico quanto più vasto ed eterogeneo possibile, varcando la soglia di scuole medie e superiori, luoghi di cultura, istituzioni. Una nota di merito va all’autore per aver creato un universo letterario scaturito da una fantasia sbrigliata e da un profondo senso critico, coadiuvati da una spiccata sensibilità. Con Che mondo!, Fabiano Pini ci regala un delizioso saggio di creatività e chiama in causa celebri personaggi del passato per sensibilizzare i lettori sui temi scottanti della nostra epoca, dimostrando di essere un perfetto Indagatore terreno.

“L’INSPIRAZIONE” (Termine ironico usato dall’autore)

«Ma dove le trovi le “inspirazioni” per certe idee?» Me lo sono sentito chiedere spesso e francamente non so mai cosa rispondere, specialmente per “Che mondo!” Mi sono sentito dire, goliardicamente, dagli amici: «Ma te “c’hai” la mente deviata per pensare queste cose!» Probabilmente una dose di follia alberga in me ma ritengo, da sempre, che quel pizzico di “sano galleggiare” sopra le righe, non può che far bene al corpo e allo spirito, tanto le brutture che attanagliano ognuno di noi a vari livelli, sono sempre dietro l’angolo: tanto vale... Onestamente, però, tutte queste storture narrate con quel pizzico di follia, le viviamo e respiriamo ogni giorno, le incontriamo ogni giorno, ci viaggiamo spalla a spalla ogni giorno senza bisogno di lambiccarci il cervello in un'affannosa ricerca della frase pazza o di una soluzione stravagante a un qualsiasi problema: l’esasperazione ci porta a ben di peggio. Non faccio altro che ascoltare, osservare, riflettere e poi scrivere ciò che ruota intorno a me, aggiungendo alcuni speciali ingredienti segreti, di cui uno è la semplicità. Il resto, tra spontaneità e studio frenetico delle informazioni, si mixano da soli in una strana alchimia che ancora non sono riuscito a decriptare. Spero solo che continui a farmi compagnia per parecchio tempo ancora.

Fabiano Pini (Cascina, 8 luglio 2020)