Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

LA RAGAZZA DEL TRENO di Paula Hawkins

Non guarderete mai più da un finestrino con gli stessi occhi

Recensione a cura di Anna Maravi

 

La ragazza del treno di Paula Hawkins (editore Piemme, traduttore B. Porteri, anno 2015, pagine 306, euro 19,50), diventato il “thriller dei record” e “il caso editoriale più esplosivo del 2015”, ha venduto quasi venti milioni di copie nel mondo in meno di due anni, e solo in Italia un milione. Il suo esordio ha portato la Dreamworks a realizzare un omonimo film campione di incassi. Paula Hawkins, nata nell’agosto del 1972 a Harare, in Zimbawe, è una scrittrice e una giornalista britannica. Ha studiato filosofia, politica ed economia presso l’Università di Oxford; successivamente ha lavorato come giornalista per il Times. Ha inoltre lavorato come freelance per un certo numero di pubblicazioni e ha scritto un libro di consulenza finanziaria per donne intitolato The Money Goddess. Nel 2009, con lo pseudonimo di Amy Silver, ha scritto Tutta colpa del tacco 12 e Il bello delle amiche. Dopo i primi due romanzi rosa, ha scritto due thriller psicologici: La ragazza del treno nel 2015 e Dentro l'acqua nel 2017. Con entrambi ha raggiunto il successo letterario a livello internazionale. 

La peculiarità sostanziale di questa autrice è l’intreccio emozionante, sorprendente e intrigante dei personaggi che si susseguono, dando l’impressione al lettore di entrare egli stesso nella storia. Con uno stile particolare, semplice ma allo stesso tempo unico, la Hawkins fa in modo che chi legge prenda un pezzo di informazione alla volta, fino alla soluzione del mistero, e si senta profondamente coinvolto in un capolavoro di pathos originale e avvincente.

Il romanzo racconta la storia di Rachel, abbandonata dal marito e alcolizzata, che ogni mattina prende lo stesso treno per andare dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quando il treno si ferma a uno stop, lei comincia a osservare una casa dove una coppia, un uomo e una donna, abitualmente fa colazione in veranda. La ragazza trova una forma di evasione alla sua vita imperfetta e monotona nello spiare altre vite che a lei sembrano perfette; ma questa rassicurante immagine mentale si sgretola nel momento in cui si ritrova ad assistere a qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. E quando la donna che osserva da mesi scompare, Rachel si lega ancora di più alla vita della coppia – anche perché sente una correlazione tra quello che è accaduto e se stessa – e comincia a indagare da sola, fino a ricordare qualcosa del proprio recente passato e a trovare la chiave di un oscuro mistero che riguarda la sua vita, e che finalmente la libera dalle sue paure, e la riscatta.

Il personaggio principale è Rachel; ma le protagoniste che danno voce in prima persona a ogni capitolo sono tre: Rachel, Megan e Anna. Oltre ai tre punti di vista, cambia anche il periodo temporale nei vari capitoli che si susseguono in ordine non cronologico. Tutto questo conferisce al romanzo uno stile diaristico. Crea un atmosfera particolarmente magica anche il fatto che le voci delle donne si alternino come flashback che procedono parallelamente come i binari di un treno che conducono il lettore a un finale intuibile, ma assolutamente non prevedibile. Vengono descritti molto bene i posti in cui la storia è ambientata e il contesto che rappresenta una realtà dei nostri giorni, in quanto tante donne, purtroppo, subiscono violenza domestica, perdono il controllo della loro vita o soggiacciono alla supremazia altrui.

La genialità dell’autrice sta nell’aver incentrato la storia su un treno che fa da convoglio tra i diversi personaggi messi come in un puzzle che, man mano, viene costruito da una mano invisibile. Nulla è un caso in questa storia e credo sia ciò che l’autrice voglia in qualche modo trasmettere: “la fatalità” della vita stessa che ti fa sentire attratto da altre vite, come se stessero là ad attendere te. Tu credi di essere solo uno spettatore, mentre invece fai parte di quel qualcosa, e una volta che oltrepassi la barriera di testimone non puoi più tornare indietro. Il messaggio dell’autrice è esplicito: «Non guarderete mai più da un finestrino con gli stessi occhi». Si rivolge al lettore con una forza emotiva, come a dire che è un viaggio anche per lui entrare nel libro e che riceverà delle rivelazioni che gli faranno cambiare punti di vista solo guardando da un finestrino, perché niente è quello che sembra. Altro elemento saliente che colpisce è che tutte e tre le protagoniste hanno un incubo contro cui lottare, e quando il loro dramma finisce, vengono riscattate, anche se a una di loro tocca una sorte sfavorevole. La scelta di questi personaggi femminili non è casuale; infatti, l’autrice dichiara in una delle sue interviste: «Scrivo di donne che si impongono e che non si adeguano ai modi in cui la società vorrebbe che si comportassero». Ci si lascia coinvolgere dalla vita di queste protagoniste, perché sono delle eroine dei nostri giorni e in quanto tali ci fanno evadere dalla realtà, riscattando anche noi e facendo emergere la nostra vera natura che vuole sentirsi libera di esprimersi in tutta la sua autenticità.