Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

PROFUMO DI PANE E PENSIERI DA SFAMARE. VIAGGIO ALTERNATIVO ALLA RICERCA DI SE STESSI

di Franca Mancini

UN AFFASCINANTE VIAGGIO VERSO LA CONSAPEVOLEZZA

a cura di Teresa Laterza

Come è ben noto, la storia del pensiero filosofico è costellata di viaggi alla scoperta del Divino, dello Spirito, del sé. Fin dai primordi dell’umanità troviamo viaggi epici solenni: dall’Epopea di Gilgamesh, all’Odissea, ai viaggi della Genesi. Ma chi è il viaggiatore autentico? È, senza dubbio, un uomo disposto ad abbandonare la quotidianità e le sicurezze per scoprire la propria identità liberata dai vincoli dell’ambiente in cui vive. L’opera letteraria Profumo di pane e pensieri da sfamare.  Viaggio alternativo alla ricerca di se stessi (independently published, anno 2019, pagg. 128), della dottoressa Franca Mancini, è la meravigliosa storia di un viaggio introspettivo in cui realtà e fantasia si amalgamano alla perfezione. Il viaggio, da un punto di vista psicologico, è al contempo l’origine e la soddisfazione del bisogno di mutamento e ciò comporta che se il “ritorno a casa” non facesse sentire in qualche modo diverso, mutato, cambiato, migliorato il viaggiatore, egli avrebbe, purtroppo, fallito il suo scopo. E proprio dei mutamenti inaspettati e meravigliosi avvengono durante il cammino di Amadeo. Egli, affamato di risposte e di curiosità personali, insieme a dei bizzarri personaggi, si trova a vagare in luoghi magici, sensoriali, in una dimensione spazio temporale colorata da vivaci tonalità emozionali, misteriosa e imprevedibile. Ma chi saranno questi strani personaggi che il protagonista incontrerà durante il suo viaggio? Cosa avranno da raccontargli o svelargli? Attraverso alcune prove che dovrà superare, Amadeo scoprirà un nuovo se stesso, diverso da quello che conosceva… La predisposizione ai viaggi interiori, per ognuno di noi, è spesso agevolata da percezioni sensoriali, come il profumo del pane, l’odore della pioggia, il canto degli uccelli, o da qualcosa di pregnante, comunque legato ai ricordi del passato o di un tempo ancora vivo. Nella storia della Mancini tutto sembra originarsi dal profumo del pane, simbolo di nutrimento al contempo universale e ideale, appena sfornato… ed ecco che la mente si apre, scavalca cancelli, valica montagne per approdare in un mondo altro, in una dimensione parallela dove tutto è percepito come un sogno che ha, tuttavia, una valenza e un significato importante. Questo libro è un invito all’ascolto di se stessi, un incoraggiamento a lasciare ormeggi e ancoraggi che ci vedono, purtroppo, legati alle incombenze e ai problemi quotidiani. È un invito a lasciare una percezione aderente al “reale” per sperimentare il possibile, cioè quel viaggio alternativo che ci consente di conoscersi e riconoscersi come attori autentici, protagonisti unici e assoluti del nostro vivere, consapevoli delle nostre fragilità e dei nostri difetti. Come sosteneva Hermann Hesse, viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinario a favore del caso. La rinuncia del quotidiano per lo straordinario deve essere una ristrutturazione assolutamente personale delle nostre convinzioni. Solo l’autentico viaggio, quello fatto alla ricerca di se stessi, ha il potere di rendere consapevoli. Del resto ciò che fa di un uomo un grande uomo è la consapevolezza dei propri limiti, della propria “miseria” e la consapevolezza che non sia importante ciò che in un viaggio è possibile sperimentare nell’immediato, bensì il cercare, il continuo interrogare “l’irrisolto mistero dell’altrove”. Pur trattando di argomenti complessi e delicati come l’introspezione e la consapevolezza di se stessi, la scrittrice riesce a ricamare una storia allegra, armoniosa, gradevole, descrivendo elegantemente situazioni e personaggi in maniera vivida e dettagliata. Indubbiamente un’opera di spessore che, ancora una volta, denota la peculiare abilità dell’autrice nel saper conciliare le sue competenze professionali di psicologa e psicoterapeuta a quelle creative e artistiche di scrittrice.