Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

PENSIERI STROPICCIATI

Parole e riflessioni poeticamente disordinate e disordinatamente poetiche di Silvana Tosatto

IL SENSO DELLA VITA a cura di Teresa Laterza

«Preferisco stare qui, tra pensieri stropicciati, / non mi chiedere perché, / ... / Ho bisogno di silenzio, di luce e di pulito, / di profumi, di dolcezza, di un sorriso ormai sbiadito/ ... / stringo il tempo tra le mani, /... / e, in un soffio... / è già domani.» Questi alcuni versi dell’opera poetica e di riflessioni Pensieri stropicciati - Parole e riflessioni poeticamente disordinate e disordinatamente poetiche (Sillabe di Sale Editore, anno di pubblicazione 2019, pagg. 64) dell’autrice Silvana Tosatto. Immagini palpabili che si fissano nella mente e trasudano emozioni spalancando l’anima a quella dimensione sospesa dell’oltre dove è possibile ritrovarsi, autenticamente, nella propria essenza. L’autrice si racconta attraverso tematiche universali e significative, come l’amore, la felicità, la morte, la vita con tutte le sue sfumature, e le racchiude nel tempo presente del qui e ora dove anche i ricordi hanno sì la nostalgia di un tempo ormai andato, ma, rielaborati, assumono il significato pregnante di una matura consapevolezza. Sprazzi di vita, che racchiudono il senso dell’esistere, narrati a volte armoniosamente in versi, avvalendosi della figura retorica della rima, altre volte sotto forma di confessioni o di lettera, come quella scritta alla sua cara mamma scomparsa prematuramente, colma di malinconia, tristezza, dolore ma anche di riconoscenza, amore e gratitudine per i suoi preziosi insegnamenti. Ed è così che l’esperienza del dolore, della perdita di una persona cara, per la Tosatto si trasforma in dono e opportunità perché come lei stessa scrive: «Certi dolori non passano mai, si impara solo a conviverci e la paura di poter ancora perdere qualcuno che si ama è una compagna costante. Ecco che allora inizi a vivere come se ogni attimo fosse un dono del cielo e non comprendi chi si arrabbia tanto per le sciocchezze.» È la comprensione della finitudine dell’essere umano, della sua vulnerabilità, così come alcuni grandi filosofi sostenevano: «La vita non è solo vita; essa non può mai pienamente essere vissuta, se non vivendola fin dentro la morte», che motiva la Tosatto a guardare con occhi nuovi, a saper apprezzare e godere la vita in ogni suo frangente. Una volta compresa questa costante, di fronte alle tempeste dell’esistenza, l’autrice sembra riuscire a riemergere fiduciosa. È nel suo mondo parallelo che la Tosatto si ritempra. Anche laddove vi è la fatica del giorno: «Com’è difficile affrontare certe giornate, essere sempre all’altezza della situazione e accogliere il giorno con un sorriso e la grinta necessaria», ella si reinventa: «... Poi mi desto e mi accorgo che questo giorno è ancora tutto da scrivere e allora decido di riempire le pagine vuote nel modo più bello, perché questa è la mia vita, la mia preziosa vita. Guardo il cielo, le nubi, le montagne, gli alberi... e ringrazio»; ed è così che l’autrice comprende che la felicità non è quella affannosamente ricercata chissà dove, ma la si trova accanto e dentro di noi come scriveva il filosofo Orazio: «Tu attraverserai il mondo intero alla ricerca della felicità, che è a portata di mano di ogni uomo». La felicità, infatti, come scrive sapientemente l’autrice è «La calda coperta che ogni sera rimbocchi, è la consueta tazza di tè sorseggiata in pigiama, è il profumo di una torta di mele che riempie la casa la domenica. Felicità è desiderare di andare avanti, non di guardare indietro; e liberarsi delle zavorre del passato, greve fardello che ostacola i passi, e saper perdonare e quindi spiccare il volo più leggeri.» Il senso di gratitudine, così come il modo rinnovato di rapportarsi alla vita è espresso abilmente dall’autrice nel raccontare in versi, ma anche attraverso una raccolta di foto che impreziosiscono il libro, la natura che ella contempla con stupore e ammirazione. Così le immagini di fiori, alberi, fiumi, animali, albe, tramonti fanno da sfondo al ritmo soave delle sue parole che qualche volta in una sorta di panismo annullano i confini tra l’io e il creato come nella poesia Luce che recita: «Portami dove posso respirare il vento / e sarò polline. / Conducimi dove cala il sole / e diverrò luce. / Mostrami le cime innevate / e sarò un falco. / Amami di fronte a tutto questo / e sarò fuoco nei freddi inverni del nostro viaggio». È un viaggio nella storia e nel sentire della Tosatto questo libro di “pensieri stropicciati”, che incantano e sorprendono per la spontaneità e l’immediatezza con cui giungono al lettore. Scrive l’autrice: «Vi dono con i miei scritti un pezzetto di me, ma vi prego, non chiudetemi in un cassetto, lasciate che queste particelle d’amore si diffondano nell’aria, che siano eco tra le montagne e sorgano col sole, vibrino fra gli alberi e si posino sulla rugiada. Allora, tutto avrà un senso». Se scrivere è donare, la Tosatto con quest’opera ci è riuscita alla perfezione. Un libro prezioso come un tesoro sul senso profondo della vita.

INTERVISTA ALL'AUTRICE 

Cos’è per Silvana Tosatto la poesia?

Per me la poesia è nelle piccole grandi meraviglie della vita. La natura stessa è la poesia più bella. Poeta è colui che sa cogliere la bellezza e la rende palese anche a chi non sa vederla o la dà per scontata. Credo che i poeti abbiano la missione di ridare valore alla semplicità, con l'esaltazione dei sentimenti, dei sensi e della bellezza nel senso più ampio del termine.

Qual è secondo lei lo stato della poesia oggi?

Credo ci sia un gran bisogno di poesia oggi, in effetti sto riscontrando un numero di poeti in grande crescita. Gli editori hanno ripreso a pubblicare libri di poesie. Nel contempo, penso che sia andata persa ogni regola perché una poesia possa definirsi tale. Spesso si assiste a testi che sono semplicemente un susseguirsi di concetti neppure troppo comprensibili ai più, con una particolare ricercatezza nei termini e scarsa capacità di comunicazione. Un sentimento, un concetto, deve arrivare al lettore e suscitare una reazione, stimolare un pensiero, far vibrare le corde, altrimenti di poesia non si tratta. Licenza poetica non deve significare lo stravolgimento di ogni regola grammaticale e di sintassi (ovviamente questo è il mio pensiero).

Cosa occorrerebbe per fare appassionare alla poesia?

La poesia deve solamente essere in grado di suscitare un'emozione, proprio come un quadro, la musica e tutte le forme d’arte. Probabilmente dovrebbe toccare argomenti nei quali la maggior parte delle persone possa riconoscersi e dire: "Sembra che stia parlando di me!" oppure: “È un concetto a cui non avevo mai pensato ma esprime esattamente il mio pensiero”. Non si tratta di cercare l’approvazione delle persone ma di trattare argomenti vicini alla gente. La poesia ci danza intorno anche nei piccoli gesti quotidiani.

In questa sua opera si alternano poesie a riflessioni. Qual è la particolarità di entrambe le modalità scrittorie?

Credo che in fondo non ci sia poi così tanta differenza tra le due cose: le mie riflessioni sono sempre causate da qualcosa che mi colpisce, qualcosa di bello, a volte, o qualcosa che mi fa soffrire. Sono una persona sensibile, vivo le emozioni al massimo, nel bene e nel male e questo mi rende vulnerabile alla vita. Posso essere immensamente felice semplicemente stando in mezzo a un bosco e nello stesso tempo soffro anche per condizioni che non mi riguardino direttamente. Credo sia il destino di un poeta quello di essere in empatia con tutto ciò che si ha intorno. Per fortuna attraverso la scrittura posso elaborare i miei sentimenti e, in qualche modo, analizzarmi, capire e anche perdonarmi se è il caso. Per quanto riguarda le mie poesie, esse nascono il più delle volte da una frase che mi balena nella mente, magari scatenata da un evento, da una sensazione o dall’osservazione, e mi colpisce come un fulmine. Di qui si innesca una reazione a catena da cui, in breve, nascerà una poesia. Una volta terminata provo un totale senso di appagamento per essere riuscita ad eviscerare un pensiero.

Cosa consiglierebbe a chi volesse approcciarsi alla scrittura?

Per me approcciarmi alla scrittura è sempre stato molto naturale, fin da quando ero bambina. Anzi, trovo più facile scrivere che espormi verbalmente, ma questo dipende molto dall'interlocutore che si ha di fronte. A chi volesse approcciarsi alla scrittura posso solo consigliare di scrivere col cuore, di leggere molto, non per ispirarsi allo stile di qualcuno, ma per comprendere che ci sono molti modi di esprimersi. Personalmente amo gli scrittori che sanno trasmettere emozioni, quelli che ti sanno trasportare in un mondo parallelo che non vedi l'ora di ritrovare quando riaprirai il libro. Come disse Umberto Eco: "Chi non legge, a settant'anni avrà vissuto una sola vita, chi legge avrà vissuto 5000 anni... perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Ho intitolato il mio libro “PENSIERI STROPICCIATI”. I pensieri stropicciati sono quelli che si annidano tra le pieghe dell’esistenza. Credo che la copertina rappresenti molto bene il concetto. Il mio libro è intervallato da fotografie che ho scattato personalmente. Sono convinta che Madre Natura sappia parlare in silenzio, contemplarla è preghiera. Immortalare momenti della nostra vita è un modo anch’esso per ringraziare l’esistenza. In questo particolare periodo in cui una pandemia è riuscita a fermare il mondo, credo che ciascuno si ritrovi a fare i conti con se stesso. Quando tutto questo sarà finito credo, e mi auguro, che nulla sarà più come prima. Forse il mondo si dividerà in due fazioni: tra coloro che, più di prima penseranno ad accaparrarsi il potere, il successo e il denaro e quelli che invece vivranno una vita molto più spirituale alla ricerca dei valori semplici che poi, come dimostrato in questo lungo momento di isolamento, sono quelli che danno il senso alla vita: avere accanto le persone che amiamo, prenderci tempo per stare con noi stessi, rallentare i ritmi, provare gioia nel fare qualcosa con i propri figli o compagni, apprezzare di poter stare all’aria aperta ad osservare il mutare delle stagioni, avere più tempo per amare, per leggere, per dedicarci a quello che amiamo fare e anche per imparare a rispettarci dividendo il nostro tempo e i nostri spazi. La poesia ha iniziato a invadere il mondo e questa è la più bella forma di contagio.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

Silvana Tosatto, nasce il 24 luglio 1966 in Val di Susa, luogo che, con le sue bellezze naturali, è spesso fonte di ispirazione per i suoi scritti. Non a caso, i suoi primi libri narrano storie di elfi e i riferimenti alle bellezze della natura sono sempre molto marcati. Ma il suo sogno nel cassetto era quello di pubblicare il suo libro di ispirazione autobiografica che poi l’autrice ha romanzato non tralasciando di dare spazio alla fantasia. Dove finisce la realtà inizia il sogno, ma spesso queste due condizioni si fondono e si confondono. Da qui nasce “La chiave dorata”. Successivamente prende vita il romanzo “La rosa blu” ispirato ad un viaggio in Germania tra i castelli della Baviera. Nel famosissimo castello di Neuschwanstein si svolge gran parte della storia, in un intreccio di intrighi e colpi di scena, magia e romanticismo in cui il destino di una ragazzina dei nostri tempi si intreccerà con quello del re Ludwig II di Baviera e della Principessa Sissi. La sua ultima pubblicazione “Pensieri stropicciati” racchiude invece l’aspetto poetico dell’autrice. Il libro contiene poesie, riflessioni e fotografie.

PUBBLICAZIONI: 2004 “LA SFERA DI MADRENEVE”- Ed. I fiori di campo 2008 “IL MEDAGLIONE DEI VENTI” - Edigiò 2016 “LA CHIAVE DORATA”- Sillabe di Sale editore 2017 “LA ROSA BLU” - Sillabe di Sale editore 2019 “PENSIERI STROPICCIATI” - Sillabe di Sale editore Risultati in ambito letterario: Nel 2011 vince il concorso nazionale “Il sogno di Icaro” con un racconto breve intitolato “L’ANGELO DELLA NEVE” nel 2017 PRIMA CLASSIFICATA al concorso nazionale “Il marengo d’oro” con il racconto intitolato “L’ATTESA” ispirato al quadro “Tavola calda” di Edward Hopper, aggiudicandosi sia il premio della giuria popolare, sia il premio giuria di qualità. Lo stesso anno prende parte al Salone Internazionale del Libro di Torino, presentando il suo romanzo “La rosa blu” Ha inoltre ottenuto riconoscimenti in altri concorsi ottenendo la pubblicazione di poesie, filastrocche e racconti.