Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

UN VIAGGIO CHIAMATO PSICOTERAPIA

Storia di un percorso difficile, emozionante e a tratti ironico

di Alessandra Parentela e Michela Longo

L’Avventura

a cura di Emanuela Grandi

“…alla fine di un viaggio non si è mai uguali a come si è partiti.

Il viaggio cambia sia il viaggiatore sia il suo compagno di viaggio e fa finalmente diventare ciò che si è davvero.”

La psicoterapia è arte, cultura, poesia, fatica, viaggio.

È immergersi dentro di sé e calarsi negli anfratti della propria anima.

È appoggiarsi lievemente sulla superficie per poi affondare negli abissi.

Insieme alle due autrici ci inoltriamo in un vasto bosco: a tratti denso e fitto, a sprazzi illuminato dal sole... È un percorso, questo, che si affronta partendo sguarniti, inizialmente preoccupati e anche un po’ intimoriti, ma poco alla volta sempre più padroni nel leggere posizione del sole, elementi del terreno e dati che ci servono per affrontare il cammino. Come Dante nella Divina Commedia non siamo soli ma ci avvaliamo di una guida saggia che funge da “compagno di viaggio che ne sa un po’ di più”: non ci spinge, non ci trascina, non ci porta in braccio bensì cammina con noi, sonda con noi i possibili sentieri, a volte suggerisce ipotesi di soluzione ma soprattutto vive con noi quest’avventura. Le autrici Alessandra Parentela e Michela Longo, in questo libro intitolato Un viaggio chiamato psicoterapia – Storia di un percorso difficile, emozionante e a tratti ironico (CTL Editore Livorno, anno 2019, pagg. 150), ci portano insieme a loro in questo percorso e in questo peregrinare all’interno dell’animo umano, dandoci due punti vista: quello della professionista e quello della cliente, di colei che ha chiesto aiuto in un momento di difficoltà e che si è fidata, affidandosi, della competenza della psicoterapeuta per iniziare un lavoro su di sé che la porterà in anfratti sempre più nascosti ed alla scoperta di ricchezze e potenzialità mai riconosciute.

In questo scritto si affrontano le ansie, le paure, le emozioni: come conoscerle, comprenderle e non lasciarcisi travolgere; si conversa di sogni: l’importante messaggio che ci danno ed i simboli che contengono per permetterci di comunicare con il nostro inconscio; si discorre di coscienza, di intelligenza, di storia di vita… Si parla, insomma, dell’uomo: di noi, delle nostre scelte, delle nostre catene, delle nostre finzioni, dei meccanismi di difesa che utilizziamo in modo automatico, del nostro peregrinare e delle nostre sofferenze ma soprattutto ci si addentra con le scrittrici nel modo in cui loro hanno affrontato tutto questo per scoprire che ognuno di noi potrebbe farlo e ne trarrebbe giovamento. È quindi un’Avventura, con la maiuscola, quella che leggiamo in queste dense pagine, ricche di umanità, di clinica, di vita, quella in cui ci accompagnano Doc e Miki.

Le ricerche più moderne ci dicono che la psicoterapia è in grado di determinare dei veri e propri cambiamenti nella morfologia del cervello. Il rapporto che si instaura tra terapeuta e paziente può inoltre diventare uno dei più importanti e significativi nella vita di una persona.

Iniziare un percorso di psicoterapia però richiede coraggio; a volte passa molto tempo prima di decidersi, e spesso si crede erroneamente che il terapeuta dia esercizi, che indichi una direzione, che magicamente risolva i problemi, mentre l’andamento del percorso dipende da come ci si approccia, in un salendo di incertezza, con il desiderio di mollare più e più volte ma con la certezza che più si va avanti e più il rapporto con il terapeuta diventerà parte fondamentale della nostra vita.

Il cambiamento in terapia deriva dalla conoscenza di sé, dalla sofferenza che si crea nel riconoscere alcuni aspetti di sé e dalla fatica necessaria per accettarli e possibilmente migliorarli. Quando prendiamo la decisione di iniziare un percorso di psicoterapia scegliamo se vivere da vittime o da protagonisti! Entriamo con le autrici in questo magico mondo. All’interno del libro ci addentriamo nel cammino che Doc e Miki hanno percorso insieme, grazie a momenti riportati con ironia, con precisione di ricordo e con passione per il proprio lavoro. È un testo da leggere con calma, padroni del proprio tempo, con la voglia di procedere su una strada tanto interessante quanto complessa e articolata. Entriamo con loro nella stanza di terapia ma soprattutto inoltriamoci nel loro conoscersi, nel camminare e incespicare, nel fraseggiare e dialogare, nelle brusche frenate e nello sbattere contro i muri dell’abitudine, delle difese consce e inconsce. Impariamo a conoscere le due protagoniste con il desiderio di scoprire di più e di sapere “come va a finire”. La brama di scoperta è uno dei motori della vita, potente propulsore che ci permette di affrontare ostacoli che appaiono anche insormontabili e che ci consente di addivenire ad una maggiore consapevolezza e quindi al cambiamento tanto auspicato.

È il libro che ogni psicoterapeuta e ogni paziente vorrebbero aver scritto: tecnico e preciso ma soprattutto denso di significati e rivelatore dei “segreti della stanza di terapia”, con l’arricchimento del punto di vista di chi, con coraggio e passione, si è data la possibilità di mettersi in gioco ex novo grazie all’aver intrapreso un viaggio tanto lungo e faticoso quanto interessante e ricco di emozioni.

 

INTERVISTA ALLE AUTRICI ALESSANDRA PARENTELA E MICHELA LONGO

Com'è nata l'idea di quest'opera? 

Dall’idea di voler accostare le persone alla psicoterapia addentrandole in un vero percorso in cui potersi immedesimare, sminuendo quell’alone di vergogna e mistero che ancora c’è dietro al bisogno di rivolgersi allo psicoterapeuta. Chi va dallo psicoterapeuta ha problemi come li hanno tutti. La differenza con chi non ci va è che chi inizia un percorso terapeutico si mette realmente in gioco e vuole iniziare a risolverli. Non significa ricevere consigli bensì imparare a vedere i nostri problemi da un’altra prospettiva.

Quali messaggi avete voluto trasmettere? 

• Che la psicoterapia può essere uno strumento valido per tutti nei momenti più difficili.

• Come sia nelle relazioni umane che si trova la risoluzione di qualsiasi conflitto, perché è nella condivisione che si trova la felicità.

Il terapeuta non è il mago con la bacchetta magica, ma il professionista in grado di fornire al paziente gli strumenti utili per il superamento di una problematica. Richiede la volontà di intraprendere un "viaggio". Chiarisca questo concetto spesso, da molti, frainteso. 

La psicoterapia viene paragonata ad un viaggio poiché lo psicoterapeuta deve costruire tale viaggio in maniera unica e su misura per ciascun paziente, che è anch’esso unico così come unico sarà questo viaggio. È così che nella relazione terapeutica si stabilisce uno dei rapporti più forti e carichi di emozioni della nostra vita. Il terapeuta deve esplorare l’anima del paziente e cercare di farlo diventare ciò che è realmente. Egli è padrone di tecniche, consapevolezze e sensibilità, competenze affinate in anni di formazione e terapia affrontata a sua volta, quindi può accompagnare il paziente lungo il percorso terapeutico, illuminando gli angoli più bui e sostenendolo nell’esplorazione di aspetti dolorosi e difficili della sua esistenza.

La scrittura stessa è una terapia. Quanto vi trovate d'accordo con questa definizione? 

Narrare rappresenta l’unico modo che l’essere umano possiede per far conoscere un accaduto o la propria storia. Non è possibile presentarsi al mondo se non narrando. Scrivere qualcosa come leggerlo può cambiare il nostro umore, può aiutarci a scaricare le tensioni, può servirci a capire meglio i nostri problemi. Scrivere è catartico e ci permette di sciogliere la tensione. La scrittura dal punto di vista psicologico da all’uomo l’illusione di lasciare qualcosa e che propri pensieri gli sopravvivano. Nell’attività del narrarsi troviamo il fulcro del processo terapeutico.

Avete altri progetti letterari in cantiere? 

No, viviamo l’oggi come ben scriviamo. Il passato crea depressione, il futuro ansia, quindi ci stiamo godendo l’attimo presente e questo libro rappresenta la meraviglia del presente.

NOTE BIOGRAFICHE DELLE AUTRICI

Alessandra Parentela 

Psicologa Psicoterapeuta abilitata e iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Veneto. Ha conseguito il Diploma in Psicoterapia Dinamica Breve presso il C.I.S.S.P.A.T. di Padova. Attualmente lavora presso il Centro Medico Magenta a Padova e si occupa di problematiche di coppia, disturbi d’ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi alimentari, problematiche sessuali, fobie, ossessioni, ansia da super lavoro, difficoltà di relazioni, disturbi del sonno, problematiche dell’adolescente e dell’anziano. Iscritta al Tribunale di Padova come CTU e si occupa di Psicologia giuridica come CTU e CTP in relazione ad eventi post-traumatici quali mobbing, stress lavorativo, ed infortuni.

Michela Longo 

Laureata in Scienze della Natura all’Università di Pavia, dopo una breve esperienza come ricercatrice botanica in Trentino, si specializza in Gestione Ambientale frequentando un Master presso l’Università di Padova. Dal 2011 inizia la sua carriera come dipendente di una società di consulenza nell’ambito delle certificazioni di “sistemi di gestione”, principalmente ambientali, ma anche di qualità ed energia. Da un anno, dopo aver costruito una solida rete di collaborazioni con altri professionisti del suo settore, lavora come libera professionista e presta la sua competenza in materia di gestione ambientale sia come consulente per le sue aziende clienti che come Auditor per conto di alcuni Enti di Certificazione.