Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

L’OMBRA DEL GIRASOLE di Simona Bosco

Niente è come sembra

a cura di Rosita Loiodice

Anche le ombre hanno, a loro volta, i più disparati lati oscuri con le loro sfumature, e in un intrigante “gioco” di bluff e fosche azioni Simona Bosco intavola, fin dai primi passi della narrazione, un alto tenore di suspense in L’ombra del girasole, pubblicato nel 2019 da Leone Editore nella collana Mistéria, pagg. 488. Si tratta di un thriller psicologico e a tratti drammatico, il cui sviluppo narrativo si compie a suon di segreti, bugie, cospirazioni e retroscena, svolte e risvolti, frutti di una perspicace e indubbia fantasia, accompagnata da una mirabile dote scrittoria dell’autrice. L’amante del genere in questione, in particolare, non potrà che apprezzare, entusiasta, il talento della Bosco che, usando una forma corretta, curata, risoluta e coerente, imbastisce, incastra e perfeziona intreccio su intreccio, arricchendo e alternando lo scritto con sempre più eventi paralleli, seppur in qualche modo interconnessi, e passi scelti. Tra bagliori di luce, ma soprattutto di ombre, il succedersi della maggior parte degli avvenimenti risulta incalzante, mentre la frequenza del ritmo rallenta quando si deve dare il giusto spazio agli elementi tragici e introspettivi. Nel silenzio, invece, si nascondono le verità e… il potere. Il potere dell’oculatezza, del puro e lucido ragionamento, della lungimiranza mirata, della strategia più funzionale e… della vendetta. Il sipario si apre: siamo a Washington, negli Stati Uniti d’America. Il rapimento della piccola nipote di William, presidente in carica, rappresenta l’input di connessione centrale dell’intera trama, e un atto terroristico, dall’esito tragico, l’azione-chiave di una serie consecutiva di ambigui e insidiosi fenomeni. Victoria è diventata adolescente. Dopo aver vissuto, fino ad allora, in circostanze particolari ed essere rimasta sola a causa dell’inspiegabile “sparizione” di coloro che considera, entrambi, suoi genitori, trascorre un periodo della sua vita sotto le ali protettive e le cure “misurate” del pressoché impenetrabile e irremovibile presidente William e del suo staff. La corsa al potere del presidente ottiene ottimi risultati, ma se solo Victoria… Se solo il «fattore umano», come lo definisce la scrittrice, non avesse sconvolto i piani! Victoria, nel frattempo, diviene una donna di successo, ma la sua vita è sempre pronta, dietro ogni angolo, a mostrarle sorprese alquanto arcane, senza mai svelargliele, lasciandola continuamente in bilico tra déjà vu e flashback, in situazioni psicologiche alterate che conducono la ragazza in “luoghi” spazio-temporali diversi dal presente e che sempre più confluiscono nella sua realtà quotidiana, confondendola, e presagendo verità di cui diviene man mano cosciente, ma che per lei sarebbero rimaste inesistenti se… Ma «Victoria adorava i girasoli, li considerava fiori sinceri, testardi, in cerca unicamente di luce, come lei». E cominciando ad accettare la sua singolare sensibilità, inizia anche a sentirsi come l’ombra di uno di quei meravigliosi fiori. I girasoli sono un elemento cardine di congiunzione nello scritto, spesso nella loro accezione più simbolica, e la scrittrice sa ben armonizzare la loro presenza nelle opportune situazioni. Altri interessanti personaggi, intelligibilmente riconducibili, anche dopo diversi passaggi d’azione, al complesso della storia, sono coinvolti nelle faccende della Casa Bianca e del presidente William. Coprendo un ruolo di altrettanto fondamentale importanza, loro complicano sempre più il processo di risoluzione degli enigmi e ne creano di nuovi. Tutti i retroscena sono ricchi di ulteriori retroscena. Ogni cospirazione cela cospirazioni. Tutti nascondono segreti; anche Paul, colui che dice di amare Victoria che, invece, è solo intenta a inseguire indizi su indizi, interrogandosi, e poi isolandosi in quei sacri silenzi interiori che però l’abbrancano di continuo coi loro: “Perché?”. In realtà, niente è come sembra, e anche se la pretta verità risulta invisibile a causa di circostanze fuorvianti, resta «chiara come il sole, al punto da essere completamente ignorata». Ma c’è qualcuno che medita guardingo la vendetta delle vendette, e l’agghiacciante finale giungerà a illuminare un’inimmaginabile, ultima ombra ben velata che, leggera, si è appena insidiata, durante lo scorrere dei fatti, nell’immaginario del lettore più astuto, sferrando, al contempo, un’ulteriore sterzata vincente dell’inganno che chiude il sipario con una nuova, esilarante realtà, occultata ai protagonisti. L’ombra del girasole di Simona Bosco è un’opera letteraria intensa e trascinante, fervida e toccante, capace di trattenere il lettore sul filo di un rasoio e di lasciarlo lì, palpitante. «Dove c’è anche il più piccolo raggio di sole è destino che si formino delle ombre. Segui sempre la luce, non farti mai ingannare dall’ombra del girasole.»

INTERVISTA ALL’AUTRICE SIMONA BOSCO

Quando e come nasce la sua passione per la scrittura? 

La mia passione per la scrittura nasce molto tempo fa, quando ero solo una ragazzina e scrivevo piccoli racconti legati alle mie giornate e alle mie esperienze di crescita. L’ho sempre alimentata fino a quando, un paio d’anni fa, ho provato a cimentarmi nella scrittura di un romanzo. Ne è nato “L’Ombra del Girasole” e ne è derivato il contratto editoriale con la Casa Editrice Leone

Ci sono autori e/o scritti in particolare che l’hanno ispirata durante la stesura del suo libro? 

C’è un libro in particolare che mi ha ispirata, non tanto per il suo contenuto quanto per la tecnica con cui è stato scritto. Si tratta di “Quelli che meritano di essere uccisi” di Peter Swanson.

Cosa rappresentano per lei, nella vita quotidiana, la luce e le ombre? 

Luci e ombre coesistono. Dove c’è anche il più piccolo raggio di sole è destinata a formarsi anche un’ombra. Sono le due facce della stessa medaglia

Fin dove è giusto “spingersi”, secondo lei, nella ricerca della verità?

Fino in fondo! La verità è una, e una soltanto. Decidere di cercare la verità significa non fermarsi fino a quando non la si raggiunge.

C’è qualcosa di lei nel personaggio di Victoria? E/o in quale altro? 

Sono caparbia come ho delineato il tratto caratteriale di Victoria. Testarda e convinta che “volere è potere”. Per il resto si tratta di un’opera di fantasia e nessuno degli eventi raccontati è riferito a vissuti personali.

Vista la riuscita di questo suo thriller, quale sarà il suo prossimo passo nel mondo letterario? 

Pochi giorni fa è stato pubblicato il mio secondo romanzo per Leone Editore: “L’Eco del Passato”. Si tratta di un romanzo ispirato alla cronaca e più precisamente allo stalking. Narra la vicenda di una donna che potrebbe essere “ogni donna”, che si ritrova suo malgrado vittima di un amore malato.

Mi preme segnalare la pubblicazione, contemporanea a quella del mio secondo romanzo, di una piccola raccolta di poesie inserite nella “Collezione del Leone”. Si tratta di un “Leoncino” dal titolo “Parole d’amore” pubblicato da Leone Editore, collocato nella sezione Melodie.

BIOGRAFIA 

Simona Bosco è nata nel 1971 a Gallarate, in provincia di Varese. Ha due figli e nel tempo libero che il lavoro le concede ama dividersi tra famiglia, scrittura, sport, lettura e fotografia. La passione per la scrittura la accompagna fin dalla prima adolescenza. Per Leone Editore ha pubblicato L’Ombra del Girasole (2019), L’Eco del Passato (2020) e Parole d’amore (2020).