Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

VOLI (IN) VERSI di Mirella Santoniccolo

Come una visione olistica…

a cura di Loredana Angela

Intensa e passionale è l’opera poetica Voli (in) versi (Bertoni Editore, anno di pubblicazione 2019, pagg. 110) dell’autrice Mirella Santoniccolo. L’autrice costruisce un discorso poetico caratterizzato da una metrica originale, pervasa da sonorità e assonanze velate. Assonanza intesa non solo nel suo significato di forma di rima imperfetta, ma anche in senso figurativo come somiglianza armonica di suoni e colori. Le frasi scelte, i vocaboli, il lessico tutto sono dimostrazione concreta di un raffinato talento dell’autrice nel riuscire a creare una delicata musicalità. Il discorso poetico rivela sentimenti e riflessioni di vita reale ma anche fantasiosi, nella dimensione immaginifica del sogno inteso come evento desiderato. La Santoniccolo vive nella cosciente finitezza di un passato ormai lontano e nella necessità di fissare le sue emozioni nell’attimo presente con lo sguardo rivolto al futuro, sempre colorato di speranze, di desiderio teso, quindi, inevitabilmente all’altrove. Da una parte scopriamo un’anima “paziente”, una spettatrice che osserva il veloce scorrere della vita, in disparte, quasi come fosse in piedi, inerme, al di qua della finestra del suo presente: «Volge il tempo / nella corsa strenua / verso nessuna meta / ed io unica passeggera / osservo la vita / da un vetro appannato / dove scrivo le mie memorie.» (Dalla poesie Volge il tempo). È uno stato d’inerzia, quello che a volte fa capolino nei versi della scrittrice, quasi un senso d’impotenza di fronte ad una realtà che sembra essersi scordata dei suoi palpiti, del suo bisogno di sentirsi viva mentre ne subisce sofferente il veto nella speranza di una via di fuga, come emerge dalla poesia Sabbie mobili: «Ingannevole è lo spazio / nella molle inerzia, / fermenta, / affonda, / nello speme movimento / d’una via d’uscita.» In questa inerzia imposta l’autrice pare arenarsi avvilita dalla mancanza d’amore e di gesti d’affetto, ora, solo dolce/amaro ricordo che scaldavano il cuore: «E intanto le carezze gravitano / sospese in un limbo sterile, / avvizzite come foglie secche / accartocciate ad un ramo / ... /». (Dalla poesia Sospesa). L’autrice sembra rimproverare anche il destino che ignora il suo volere mentre procede sordo e cieco nel suo disegno: «Decidi, / disfi, / rimescoli, / ma vuoi una buona volta / interpellarmi? / Visto che è con la mia vita che giochi?» (Dalla poesia Destino). Ma l’anima paziente dell’autrice ad un certo punto, stanca di questa insofferenza scalpita, facendo sentire tutta la sua forza interiore, rivendicando il diritto di essere ascoltata, appagata perché non si può vivere un’intera vita da spettatrice, nell’attesa; si ha il bisogno di avvertire sulla pelle il brivido di emozioni forti, di sentirsi protagonisti del proprio esistere, assaporando ogni attimo che solo se intenso può diventare eterno. Un grido, il suo, che non ammette più rimandi: «Voglio spazi per dissetarmi l’anima / e cieli puliti per respirare gioia, / necessito di luce pura e di ali nuove / per viaggiare ancora più in alto / dove non c’è bisogno di dormire / per riuscire a sognare.» (Dalla poesia Più in alto). L’autrice ricerca una sua dimensione spazio-temporale che possa rinfrancarla e sembra trovarla proprio nella poesia che le consente di volare, osando anche nel suo esprimersi attraverso il bisogno di passionalità di cui sono intrisi diversi suoi componimenti. Ed è così che la poetessa dimostra come l’appagamento spirituale, quello dell’anima, seppur così importante rimanga monco se non vi è anche quello del corpo a dare un senso di completezza al perché del nostro esistere secondo un’idea olistica. Siamo anima e corpo di un respiro unico che anela al piacere, inteso come benessere, stato di pace e di “equilibrio” di cui abbiamo bisogno affinché la vita sia degna di essere vissuta. Non ci può essere una sola primavera a ricordarci di esser vivi. Non bastano i ricordi sublimati dalla poesia a quietare l’ardore che scorre nelle vene: «Incerto è il gorgheggio dell’usignolo, / quando non sa per chi cantare / e inutile è l’attesa / quando non si riconosce l’ora dell’arrivo. / Ombre spente / disperse nel buio dei giorni, / sono opache luci lontane / che non hanno dimora. / Eppure è di questo tempo / che inseguo ancora il sogno, / non riuscirà il freddo / a fermare il volo di una rondine.» (Dal componimento Voli di poesia). E la poetessa è proprio quella rondine che cerca altre primavere, nuove oasi di felicità che le consentano di avvertire i brividi dell’amore in tutta la loro completezza e sensualità. «Spalanca al desiderio le mie stanze / hai la chiave dell’amore / e vestirmi di te pelle su pelle / e col respiro prendimi il cuore. / Sospirami i brividi su carne / con baci intrisi di rugiada / ... /» (Dalla poesia Vestimi di te). E ancora: «Mi raggiunge la tua visione / ad impazzirmi il corpo / e nelle vene esanguo / di fuoco vivo addosso.» (Dalla poesia Desiderio). L’amore passionale, il tempo, la speranza non sono, tuttavia, gli unici argomenti dell’opera poetica della Santoniccolo. Una tematica molto sentita dalla poetessa è di certo quella che riguarda la preoccupazione per i mali di un mondo ormai in rovina, in crisi: «... / ma cosa è mai il sentirsi aria / quando tutto intorno è terra. / Terra che brucia, / sotto il rumore delle bombe / che soffrono le grida di piccoli uomini / ... /» (Dalla poesia Orme di speranza). Non poteva mancare nella poetessa il senso della fede espresso nel suo sguardo all’infinito, all’immenso, all’azzurro cielo oltre il quale l’autrice si interroga sui perché esistenziali: ci sarà un senso? Forti le emozioni suscitate dalla lettura di questa silloge. Una raccolta poetica davvero ben riuscita.

INTERVISTA ALL’AUTRICE

Come nasce la sua passione per la poesia?

La passione per la poesia è nata improvvisamente nel tempo in cui la mia anima aveva bisogno di liberarsi dalle catene della restrizione emotiva. Ho iniziato a scrivere versi in età matura, anche se devo dire che già in giovane età avevo iniziato ad esprimere la mie emozioni, ma purtroppo bloccate da un’infanzia non proprio felice, così ho smesso chiudendomi al mondo esterno.

Se la sua silloge fosse un racconto, cosa narrerebbe?

Sicuramente narrerebbe la gioia e il dolore, la passione e la tristezza, l’amore e la rabbia, in una parola sola la vita è tutto quello che la compone. Nei miei versi infatti si possono trovare ogni tipo di emozione, anche se principalmente è la positività che mi caratterizza. Ho attraversato momenti difficili nella mia vita, specialmente in giovane età, ma anche tanti momenti felici e tutto questo, insieme al mio carattere estroverso e combattivo ha portato i frutti sperati che ho poi riversato nella poesia.

La poesia come sublimazione e àncora...

Come liberazione, liberazione dagli schemi, dalle disuguaglianze, dalle ingiustizie e da tutto ciò che nella realtà di tutti i giorni opprime l’esistenza. Esalta l’anima e la libera.

Ci sono poeti classici che sente più affini alla sua poetica?

Il poeta che sento più affine è Giovanni Pascoli, la sua poetica mi ha sempre coinvolto.

Cosa non dovrebbe mancare ad una poesia per essere definita tale?

La poesia deve emozionare, deve avere nei versi la facoltà di coinvolgere chi legge. Deve riuscire a portare oltre la realtà di tutti i giorni e oltrepassare i confini dell’impossibile.

Alcune sue riflessioni...

La cosa che ci rende immortali e la scrittura, qualsiasi essa sia. Quando scrivo mi estraneo dalla realtà e riesco a viaggiare con la sola fantasia. È meraviglioso, perché non ci sono barriere ne impedimenti a frenarne il volo.

BIOGRAFIA

A proposito dell’autrice...

Nata a Roma il 14 agosto 1959 ha iniziato a scrivere in età matura, quando l’emozioni che ha dentro scalpitano per uscire fuori all’aria pura e come una farfalla colorata si scopre libera di volare. La fantasia è l’impulso fondamentale per esprimere la smisurata voglia di libertà che da sempre ha avuto grande importanza nella sua esistenza. Inizia così il suo volo, senza più barriere, un volo dove può mettere in campo tutta se stessa. La sofferenza, che l’ha accompagnata la maggior parte dell’infanzia, le da lo spunto migliore per esaltare la sua anima e per merito di una grande forza interiore riesce a superare i momenti di tristezza, convinta che gli stati d’animo negativi sono quelli che fanno apprezzate di più la vita, insieme alle piccole cose che ne fanno parte e che spesso non vengono valutate nel modo giusto. Il suo spunto iniziale parte con la poesia che diventa essenziale, tanto da non poterne più fare a meno e la trasforma in una drogata in cerca di dosi poetiche che sfoga in versi, come decanta nelle sue liriche “E ancora scrivo” e “Un mondo di poesia”. Grande positività e sensibilità si percepisce nei suoi elaborati che mettono in risalto il valore dell’amore universale, trasformando anche il dolore nella speranza di una rinascita. In maniera elegante unisce uno stile classico ad uno stile esaltante più consono ai tempi moderni, intersecando nella dolcezza dei versi una rocciosa grinta che esplode in un tumulto d’emozioni. Il verseggiare è semplice e lineare, molto spesso rimato e musicale mettendo in risalto la caratteristica sostanziale che rispecchia il suo essere genuino e schietto. Ama scrive poesie brevi, avendo il dono della sintesi e in pochi versi riesce ad esprimere un intero mondo. Scrive molto sulla donna, un argomento che la coinvolge emotivamente in prima persona, ponendone l’accento sull’aspetto disagevole dovuto alla crudeltà e all’egoismo dell’altro sesso, spesso accentratore e usurpatore dei diritti fondamentali di vita. Guerriera coraggiosa, sempre pronta a combattere le ingiustizie, riesce ad esprimere nei versi la positività di un mondo migliore, non accettando mai vie di mezzo o compromessi, preferendo un’alba drammatica ad un mattino senza sole. E proprio il sole è al centro della sua vita, luminoso e abbagliante a scaldarle cuore e anima. Spesso sofferma il suo estro sul tema dell’erotismo a cui dedica frammenti lirici forgiati di consapevoli emozioni e notevole sensualità vitale considerandolo un tema importante che completa un rapporto d’amore. In seguito la sua vena artistica, continuamente alla ricerca di qualcosa di nuovo che la stimoli, prosegue con elaborati sempre più impegnativi e inizia a scrivere racconti e in seguito romanzi. Le sue pubblicazioni: sillogi “Dove osano le aquile” editore Rupe Mutevole , “Voli (in) versi” Bertoni editore e prossima pubblicazione “Genesi” Bertoni editore. Romanzi: “Sopra le nuvole il paradiso” editore Rupe Mutevole, “Una storia, una vita” editore Montag, è in programmazione un nuovo romanzo dal titolo “Le due facce del pianeta”.