Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

UN KILLER DAL PASSATO 

di Tiziana Privitera

Un giallo “tridimensionale”

a cura di Loredana Angela

Sono ben 288 le pagine dell’intrigante giallo Un killer dal passato (Robin Editore, anno di pubblicazione 2018) della scrittrice Tiziana Privitera già conosciuta nel panorama letterario essendo questo scritto il secondo della saga (il primo s’intitola Il Killer del decalogo) che vede come protagoniste le due poliziotte Taylor McNeil e Casey Warner, amiche e colleghe di lavoro unite e complici nella ricerca della mano omicida. Non è semplice intessere un thriller di così tante pagine riuscendo a tenere desta l’attenzione del lettore fino all’ultima sequenza. L’autrice si dimostra particolarmente abile nel curare ogni dettaglio, non solo le descrizioni delle situazioni ambientali, ma anche i dialoghi e gli indizi, costruiti ad arte, che inducono il lettore a sospettare ora dell’uno ora dell’altro personaggio. Degne di ammirazione sono le costruzioni degli interrogatori capaci di proiettare nella mente di chi legge sequenze da “contatto partecipativo” tanto che spesso si ha l’impressione di trovarsi in un angolo e di collaborare con l’Unità Speciale di polizia. È indubbiamente un giallo caratteristico, diverso da tutti gli altri in quanto l’autrice non attenziona solo il ritmo incalzante delle indagini ma pone l’accento anche sui sentimenti, sui rapporti affettivi e sulla descrizione del menage familiare che risulta piacevole e interessante. Del resto si sa che il vero scrittore di libri gialli deve avere una certa dimestichezza con la mente umana, non soltanto nell’osservarla ma anche nel riflettere su di essa per inferire comportamenti. Il lavoro degli scrittori gialli, quindi, non consiste soltanto nel disseminare la narrazione di tracce e di indizi influenti e spesso fuorvianti che siano in grado di confondere il lettore, ma anche di conoscere le reazioni che determinate rivelazioni potranno avere su chi legge. Per scrivere un buon giallo non è sufficiente essere un accanito lettore del genere, ma è necessario che lo scrittore sia in grado di immedesimarsi contemporaneamente nelle dinamiche investigative, dando sfoggio di un continuo avvicendamento di situazioni, così come nelle pieghe più riposte dell’animo umano. L’autrice si mostra detentrice di tutte queste abilità e non solo del possesso della tecnica del foreshadowing. La storia ambientata a Los Angeles entra nel vivo con l’uccisione di Pierre Lacroix, personaggio noto nell’ambito culinario e nel mondo televisivo che viene trovato privo di vita nel retro di uno dei suoi ristoranti. Le indagini della Omicidi andranno a scandagliare le relazioni della vittima con i parenti e le persone più prossime (Meredith, la moglie; Aidan e Ashley, i vicini di casa) per poi aprirsi ad una rosa più ampia (Josh, allievo della scuola di cucina; e un avvocato amico di famiglia) di possibili sospettati. Quando si pensa di essere arrivati al tanto sospirato bandolo della matassa, interviene un evento imprevisto a scompigliare il tutto. Quale potrà essere il movente dell’omicidio? Saranno gli interessi economici? La vittima era una brava persona o magari aveva pestato i piedi a qualcuno? Le ipotesi si rincorrono in continui cambi di scena che lasciano il lettore incuriosito ma anche indispettito perché più si ha desiderio di conoscere l’identità del colpevole più la scoperta di quest’ultimo si rivela complicata. Un indizio importante è fornito al lettore dal titolo del romanzo che la Privitera utilizza astutamente per incuriosire e dare un senso a tutta la storia. Le due detective, infatti, dovranno fare i conti con qualcosa che riguarda il passato: un misterioso segreto che potrebbe avere ripercussioni nel presente. Un’opera che sembra scritta da chi è autore di mestiere e con la penna abituata a vergare storie avvincenti. Tiziana Privitera possiede una scrittura fluida, scorrevole interessante, corretta e avvincente, che conquista fin da subito. Congegnata con cura e attenzione la trama convince fin dalle prime sequenze grazie al perfetto incastro di dialoghi e situazioni che regalano al lettore momenti di suspense, dubbi, inganni, menzogne e manipolazioni. Nel plasmare i personaggi l’autrice dimostra una certa “tridimensionalità” in quanto riesce non solo a far vivere le scene al lettore ma anche a far vedere gli attori e a far interpretare i dialoghi. Particolarmente ben delineato risulta il personaggio di Meredith, moglie della vittima, che durante gli interrogatori si rivela una continua e interessante scoperta. Tra scene di maggiore tensione, alternate ad altre più pacate di consuetudine familiare, la storia regala al lettore quei cosiddetti tempi di “accomodamento”  che non sono messi a caso dell’autrice bensì contestualizzati con lo scopo di fungere da collante per dare un senso all’intero impianto narrativo. Di certo uno scritto, questo della Privitera, che non può mancare nella libreria degli appassionati del genere, ma non soltanto. Coinvolgente e spiazzante questo libro vi conquisterà.

INTERVISTA ALL'AUTRICE

Come nasce la passione per i gialli?

Più che altro sono cresciuta a pane e gialli per “colpa” di mia nonna che era una vera e propria appassionata di telefilm crime. Ricordo che ogni giorno pranzavo in compagnia della mitica “Signora in giallo” e poi di altri personaggi più o meno noti del genere televisivo crime. La mia predilezione per il giallo e per le indagini con ogni probabilità è nata proprio lì, tanto che da piccola volevo fare l’agente di polizia o l’investigatrice privata poi, però, ho pensato che scrivere di killer ed omicidi sarebbe stato certamente meno pericoloso.

Da dove trae ispirazione per la stesura dei suoi scritti?

Dalla vita quotidiana, dalla gente che incontro, dalle esperienze che vivo, anche se in realtà devo dire che lascio molto spazio alla fantasia. L’ispirazione arriva quando meno me l’aspetto e poi lascio che la storia proceda da sola. Non amo le scalette; anzi, il più delle volte, quando scrivo un romanzo, non sono certa di chi sia l’assassino neppure io finché non arrivo agli ultimi capitoli.

Quanto è importante la conoscenza della mente umana per poter scrivere questo genere letterario?

Mi hanno detto che per scrivere questo genere devo necessariamente avere una mente criminale. Spero fosse un goffo tentativo di farmi un complimento. La mente umana è così complicata che è difficile arrivare a comprenderla e inoltre non sono una psicologa, ma posso dire che quando creo un personaggio lo faccio cercando di dargli una personalità, un comportamento, un modo di esistere che alla fine lo rende “reale”. Per farlo osservo le persone, il loro modo di fare, di parlare e di atteggiarsi e leggo, leggo moltissimo… credo siano questi i tentativi che faccio per “conoscere la mente umana”.

Nella suo percorso da scrittrice esiste qualcuno in particolare che ha rappresentato per lei una figura di stimolo o che le ha dato un insegnamento importante per l'evoluzione della sua capacità scrittoria?

L’incentivo è arrivato da mia madre. Intanto, devo ringraziarla perché lei mi ha fatto scoprire l’amore per la lettura, perché uno scrittore che non legge è uno scrittore a metà. Il secondo passo è stato quello di lanciarmi una sfida. Avevo appena pubblicato una raccolta di racconti e lei mi ha incoraggiato a fare un passo in più: scrivere un romanzo creando una storia più intricata e con maggiori personaggi. Ho accettato la sfida e così sono nati i primi romanzi gialli. Per l’evoluzione della mia capacità scrittoria, invece, devo dire grazie ai miei insegnanti. Ho avuto la fortuna di incontrare, durante tutto il mio percorso scolastico, dei docenti che mi hanno sempre incoraggiato a scrivere, dandomi ottimi consigli.

A proposito del libro...

“Un killer dal passato” racconta di un gruppo di detective della polizia di Los Angeles impegnati nella ricerca di un assassino venuto dal passato per regolare i conti con le sue vittime. È un romanzo adatto a qualsiasi genere di pubblico, leggibile sia dai ragazzini, sia dagli adulti perché in esso c’è l’indagine, c’è l’assassino, ma c’è anche la vita dei protagonisti a cui, sono sicura, si finisce per affezionarsi. E poi il messaggio finale è universale: la giustizia ed il valore della vita predominano su tutto.

BIOGRAFIA

Mi chiamo Tiziana, sono nata e vivo a Milano e sono una docente di scuola primaria. Amante della lettura, coltivo da sempre anche la passione per la scrittura con una predilezione per il genere “giallo/thriller”. Sono autrice della raccolta “Delitti & Fantasmi” e dei romanzi “Il killer del Decalogo” e “Un killer dal passato”.