RECENSIONI

Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

 

LA DANZA DEGLI ANGELI

di MONICA LAMANNA

Volteggiando al ritmo del cuore

Recensione a cura di Chiara Ortuso 

Il ballo come paradigma esistenziale, come medesima cifra di una vita che volteggia nelle più svariate direzioni per poi incalzare l’uomo stesso in un istante di soave meraviglia. Perché La danza degli angeli (Robin Edizioni 2020, 222 pp.), significativo ed avvincente romanzo dell’ispirata scrittrice esordiente Monica Lamanna, disegna tra le sue affastellate righe, dallo stile descrittivo notevolmente chiaro e brillante, una storia di passione tra due delicate anime, Francesca, giovane promessa della danza e Jamie, seducente ed ambizioso avvocato americano, sullo sfondo di una New York dai colori fiammanti, tra strade e locali brulicanti di una festosa folla in corsa. Così, tra una nonna pasticcera ed una coreografia da allestire in occasione di un’importante saggio alla famigerata scuola Juilliard, la bella Francesca si imbatte, in una piovosa giornata autunnale, negli occhi di un giovane all’apparenza senza scrupoli il quale, dopo quell’incontro, rimane totalmente travolto da uno spirito capace di danzare come solo le creature celesti sono in grado di fare. E tuttavia un amaro destino sembra farsi beffa dei sentimenti travolgenti dei due ragazzi, tentando di separarli con una tela di stratagemmi ed inganni, sprofondando le loro vite in un deserto di desolazione e annichilimento fino a strapazzarne il cuore. Eppure la profondità di un’emozione in grado di sopravvivere ad ogni tempestoso naufragio, quell’amor che nulla amato amar perdona di dantesca memoria, trionfa al termine di una rocambolesca serie di vicissitudini che rendono la trama del romanzo stesso particolarmente lodevole e originale all’interno di un genere, quello dei romanzi rosa, incapace spesso di dare contezza medesima proprio della materia in cui dovrebbe maggiormente rifulgere: l’universo della sfera sentimentale-affettiva. Al contrario in Monica Lamanna sembra avvertirsi quell’orizzonte di trasognata partecipazione emotiva che, in qualità di veloce turbinio, assale colui che, mediante un lampo di sorriso, si appropria, improvvisamente, di una dimensione sempre presagita ma mai realmente attraversata, mai vissuta in prima persona. In siffatta maniera, attraverso un panorama sensoriale che risulta essere quell’iniziale base empirica su cui si innesta, come il filosofo Platone ci insegna nei suoi miti, la maturità di un sentimento capace di oltrepassare i limiti temporali della caducità in direzione dell’eterno, il lettore viene scagliato in un firmamento onirico ammantato da una varietà di tenere tonalità e venature in grado di donare un istante di serenità a colui che si introduce nei meandri di una storia che, in definitiva e ad uno sguardo più attento, potrebbe essere quella di ciascuno di noi. Ed è proprio questa abilità, quella di proiettare il proprio pubblico di lettori su un palcoscenico di luci ed ombre le quali si affastellano andando a comporre un sinuoso mosaico di variegate situazioni e intriganti personaggi, una qualità che, secondo il parere di chi scrive, costituisce la principale peculiarità volta a trasmutare un semplice esecutore di esercizi grafici in compiuto scrittore. In colui che, attento ad ogni sfumatura dell’immaginifico e sempreverde parco dell’umana specie, traccia, come sosterrebbe il grande filosofo Derridà, similmente a linea invisibile, un segno capace di renderlo riconoscibile, immortale e vivo nella sua assenza, nel suo abbandonare il proprio lascito emozionale a chi legge in un indivisibile e giammai identico circolo che, oserei definire citando Gadamer, ermeneutico: quello in cui interprete ed interpretante si nutrono di vicendevole e sensazionale linfa vitale. Alla stessa maniera La danza degli angeli della Lamanna delinea quel percorso che la coscienza disegna all’interno dei profondi e cadenzati scenari di un amore il quale, grazie ad una notevole e maestosa intensità, si innesta tra le linee arroventate di un battito costituente il tesoro stesso dell’umanità. Un’umanità sempre più spenta tra le spiagge spinose della liquidità strumentale ed economica. Un’umanità persa in mutevoli e fugaci storie di flebili e veloci relazioni consumate al ritmo dei venti stagionali e poi gettate via come foglie morte. Un’umanità violentata nella sua mancanza di senso, nella trascuratezza con la quale si proietta in un perverso gioco di banalità ed immagine. Un’umanità incapace di specchiarsi tra i riflessi di un acceso tramonto o di un’ingenua alba. Dinnanzi a questi desolanti e desolati quadri dell’umano, un umano ottenebrato dal volto sfigurato di chi arrabatta i suoi giorni, si leva, pertanto, alto il grido di colei la quale, mediante scrittura, ridisegna il confine che separa il niente dal tutto, la morte dalla vita, offuscando con la sua ballata angelica l’apatia di amorfi spettri di emozioni. Grazie, dunque, in conclusione, a Monica Lamanna per aver dipinto un affresco di struggenti e mai estinti impulsi d’amore. 

INTERVISTA  

Che cosa l’ha indotta a scrivere il suo primo romanzo, La danza degli angeli?

Avevo questo sogno chiuso nel cassetto da tanto tempo, sin da quando ero una ragazzina e, quando mi si è presentata l'opportunità di avere del tempo a disposizione e l'ispirazione giusta, mi sono buttata a capofitto in questa meravigliosa avventura. Volevo scrivere una bella storia che parlasse di amore, passione, ambizione e intrighi, sullo sfondo di una New York tipica delle commedie sentimentali americane che hanno accompagnato la mia adolescenza e nel farlo ho immaginato scrivere le vicende proprio come se fossero delle scene di un film.​

Quali sono gli aspetti caratteriali che le sembra di condividere con la protagonista del testo e quali, invece, la differenziano dalla medesima?

Francesca, la protagonista del mio libro, ha molti aspetti in comune con me. Innanzitutto mi ci rivedo negli anni della mia adolescenza, in cui volevo diventare una ballerina. Ho sempre amato la danza e il suo mondo e, anche se praticavo ginnastica artistica a livello agonistico, trascorrevo il mio tempo libero ballando sulle note delle canzoni più in voga in quel periodo e guardando tutti quei bellissimi film musicali che mi hanno ispirato nello scrivere il mio primo libro. Allo stesso tempo, Francesca, a differenza di me, è sicuramente più determinata se si pensa che ha lasciato tutto il suo mondo, i suoi affetti,​ per raggiungere​ l'America e realizzare il suo sogno. Io non so se l'avrei fatto a quel tempo. Poi di mezzo c'è sempre il destino che alla fine decide per noi.

Crede, in un futuro prossimo, di proseguire nella scrittura di romanzi di genere rosa?

Ho sempre prediletto le letture di libri di questo genere, anche se, ultimamente, mi sto appassionando anche a letture di gialli e noir, per cui non posso escludere che in un futuro prossimo mi possa cimentare in uno di questi generi aggiungendo, tuttavia, alla storia, un pizzico di romance che, di sicuro, non guasta mai.

Quali sono i suoi riferimenti autoriali o le sue fonti nell’ambito del panorama letterario nazionale ed internazionale?

Amo molto gli scrittori di romanzi americani; di Nicholas Sparks, ad esempio, ho letto tutto e ho visto tutti i film tratti dai suoi libri, ma leggo anche opere di molti autori italiani come la Ferrante, De Carlo, Volo, dotati di una​ scrittura fluida e scorrevole. ​

Nel denunciare, all’interno del suo testo, traffici di appalti truccati e storie malavitose si è ispirata a qualche particolare fatto di cronaca?

Non c'è stato un fatto in particolare che mi ha ispirato. Diciamo che, insegnando discipline giuridiche, mi sono sempre interessata a questo tipo di vicende, purtroppo oggi molto attuali e frequenti. Ho voluto dare un taglio, stile spy-story alla narrazione, anche per creare una storia d'amore non scontata e più appassionante.​

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SCHEDA TECNICA DEL LIBRO

Titolo: “La danza degli angeli”.

Autore: Monica Lamanna.

Editore: Robin Edizioni.

Anno pubblicazione: pubblicato nel mese di settembre 2020. Genere: contemporary romance.

Numero Pagine: 222 pagine.

Prezzo: 14 euro

BIOGRAFIA 

L’autrice è nata il 20 ottobre 1969 a Salerno, città nella quale vive con il marito e i suoi tre figli. Dopo essersi laureata in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Salerno è diventata docente di discipline giuridiche ed economiche e, attualmente, presta servizio in un istituto tecnico commerciale di Salerno. Questo è il suo libro d’esordio e, oltre a scrivere, ama leggere, andare a cinema, fare sport e naturalmente insegnare, che non considera essere solo un lavoro, ma una vera e propria missione alla quale dedica passione e attenzione. Ha iniziato a scrivere questo romanzo circa quattro anni fa, soprattutto durante i suoi lunghi e frequenti viaggi in treno che, per lavoro, la portavano al Nord, a Verona, splendida cittadina ma tanto lontana dai suoi affetti. La passione per la scrittura, così come per la lettura, l’accompagna sin da quando era bambina. Legge e scrive romanzi in cui il protagonista è soprattutto l’amore che è l’unico sentimento che riesce davvero ad emozionarla. Personaggi principali: in quest’opera, l’autrice narra in prima persona e per entrambi i protagonisti, Jamie e Francesca, le loro vicende, mostrando i duplici punti di vista rispetto alla loro stessa storia. Lui è un famoso ed affascinante avvocato in cerca di raggiungere ad ogni costo i suoi progetti lavorativi e lei è una ballerina di origini italiane, venuta in America per realizzare i suoi sogni. Ambientazione e periodo: ambientato a New York, nel periodo attuale. Trama: La danza degli angeli New York. In una sera piovosa di settembre Francesca Ferretti e Jamie Conrad si incontrano ed è subito colpo di fulmine. Lei è una ragazza italo-americana trasferitasi in America per diventare una ballerina; lui è un brillante avvocato disposto a tutto per raggiungere il successo. Francesca e Jamie sono accomunati da un unico sentimento: l’ambizione. L'appassionata storia d'amore che li coinvolge rischia di sconvolgere i loro progetti di vita. Il sogno di Francesca, sin da bambina, è quello di danzare. Per realizzarlo ha sacrificato buona parte della sua vita, e quando si presenta l’occasione di partecipare ad un concorso di danza internazionale con in palio una borsa di studio per una delle più prestigiose scuole di danza americane, la Juilliard School, non ci pensa due volte e si impegna al massimo per vincere. La sua tenacia, unita a un’ottima preparazione tecnica, fanno sì che il premio sia suo. Aver raggiunto questo obiettivo è motivo di grande soddisfazione ma anche di dolorose rinunce; Francesca deve lasciare Roma e i suoi affetti più cari per inseguire il suo sogno. A New York, però, può contare sulla presenza di Maddie, la sua amica americana di una vita, e l’amata nonna Amelia, che vive a New York ed è proprietaria di una pasticceria di dolci italiani. Sono due importanti punti di riferimento, sempre pronte a consolarla e a consigliarla nei momenti di bisogno. Grazie al loro sostegno riesce ad affrontare le sue vicende amorose. Jamie Conrad si rivela essere infatti, sin dall’inizio, un uomo di cui non fidarsi, il classico dongiovanni dal quale stare alla larga. La sua fama di brillante avvocato, molto sicuro di sé e sempre attorniato da donne di indubbia bellezza, è nota in tutti gli ambienti del jet-set newyorkese. Il suo unico obiettivo è raggiungere il massimo successo e riuscire ad aprire un giorno uno dei più grandi studi legali di tutta New York. Durante una serata di pioggia, le loro strade si incrociano e la vita di entrambi cambia profondamente. In breve tempo, vengono travolti da un vortice di passione e sentimento. Tutto sembra andare per il verso giusto, ma quello stesso destino che li aveva fatti incontrare si accanisce senza tregua sui due amanti, costringendoli a separarsi. E quando la storia sembra ormai essere giunta al capolinea, sarà ancora una volta il destino a decidere per loro.

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