RECENSIONI
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Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

 

LEA MARIO: NON È TARDI… MAI!

GENERE: ROMANZO DI FORMAZIONE

RECENSIONE 

 

La nostra vita è l’insieme delle scelte che facciamo. Chi siamo e come lo diventiamo, secondo comprovati studi psicologici, dipendono dalle nostre scelte, le quali sono in gran parte dettate o condizionate dal nostro ambito di appartenenza, dal cosiddetto background, ossia tutto ciò che indirettamente concorre alla formazione culturale, sociale, psicologica, di un individuo. Anche se alcune inclinazioni, come ad esempio quella di essere calmi o iperattivi, si ereditano geneticamente, è risaputo che ogni essere umano è il prodotto – non la somma – delle interazioni tra elementi naturali e culturali. Ogni individuo nasce e cresce in un ambiente dato dal “caso”. Sarà questo ambiente, per la maggior parte, a guidare le scelte. Avere dei genitori permissivi o autoritari, svalutanti o valorizzanti, atei o religiosi, sportivi o sedentari, fiduciosi o pessimisti indubbiamente svolgerà un ruolo di rilievo nella formazione del carattere e della personalità del soggetto. Il nostro diventare degli adulti sicuri di noi stessi, o viceversa insicuri, dipenderà, quindi, da tutto un sentiero che volente o nolente percorreremo in base alle scelte che faremo. Ciò non significa però che arrivati ad un certo punto della nostra crescita non si possa far qualcosa per essere diversi, per essere come vorremmo, in sostanza per migliorarci. Ciò è possibile tuttavia solo se saremo capaci di osservarci criticamente, riflettendo sulla nostra vita, sulle scelte e soprattutto sulle conseguenze di quest’ultime; in parole semplici, se conquisteremo quella consapevolezza che non tutti, purtroppo, sono capaci di conseguire. Solo se si raggiungerà tale consapevolezza, si riuscirà a lavorare sulla propria persona disancorandosi in qualche modo da retaggi culturali, modi di fare, pregiudizi, luoghi comuni che ben sappiamo sono quelli che maggiormente plasmano le menti poco critiche e fragili. Esistono persone che vivono la loro esistenza senza mai interrogarsi; altre invece si dimostrano più inclini alla riflessione, ai dubbi che non sono mai nemici ma che al contrario consentono di mettersi in discussione, di porsi quelle significative domande sul perché si sono verificati determinati eventi e situazioni. Oltre ai condizionamenti familiari, in una società che ci vuole sempre più conformi alle regole e addormentati, al momento di scegliere ci si lascia spesso prendere dalla “pigrizia” ripiegando sulle strade più comode, le cosiddette “scorciatoie”, perché mettersi in discussione richiede lavoro ed energia. Ma siamo sicuri che la comodità della scorciatoia risulterà, poi, vincente? È l’autrice Lea Mario che se lo domanda narrando la storia di Lisa, la protagonista di Non è tardi… mai! (Kubera edizioni, anno di pubblicazione 2019, pagg. 168); un romanzo di formazione ma anche di intenso e costante scavo psicologico.

Significativa è la frase di Tiziano Terzani che l’autrice riporta, sempre in riferimento alle scelte: «Quando sei in un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta» (tratto da Un altro giro di giostra). Forse sarebbe bello che qualcuno, già a conoscenza del futuro, soprattutto nelle scelte più importanti, ci consigliasse sulla direzione da prendere. La realtà è che siamo e rimarremo soltanto noi gli unici artefici della nostra vita, sia nelle decisioni amorose, sia in quelle lavorative e di autorealizzazione. Tuttavia è il caso di evidenziare come lo stesso concetto di autorealizzazione, oltre a essere di difficile comprensione, varia sempre da persona a persona; forse per Lisa, la protagonista, era quello di innamorarsi, sposarsi, mettere su famiglia, avere dei figli e magari un lavoro part-time poco impegnativo. Ma anche il concetto di amore, per lei, forse, non era così chiaro come pensava: «Lisa ha sempre creduto di aver scelto con il cuore, ma in realtà la sua scelta fu condizionata dalla storia personale e soprattutto dalla situazione familiare, scegliendo così quella che credeva la strada più sicura, perché falsamente nota, più simile alla sua realtà… Spesso non ci si innamora di chi in un determinato momento della nostra vita ci dà le emozioni, bensì dell’uomo di cui crediamo di aver bisogno! Il problema, quindi, è come rimanere insieme dopo, se tutto è in movimento, effimero, e cambia». Ma perché Lisa non decide di osare, di rischiare? Semplicemente perché non ne era ancora capace. Era stata abituata in un certo modo. Aveva fatto suoi quei modi che si ritenevano consoni a una ragazza. Era stata educata a reprimere gli slanci: per una ragazza a modo ad esempio si ritiene sia disdicevole prendere l’iniziativa in ambito amoroso… insomma tutte quelle manfrine che, nonostante siamo ben oltre gli anni duemila, ancora ci si ostina a tramandare, a inculcare, con l’unico disastroso risultato, poi, di generare in chi incamera tali condizionamenti confusione e infelicità. E così Lisa aveva finito per credere di desiderare ciò che in realtà richiedeva un copione di aderenza a regole sociali. Una madre ingombrante, un padre assente, soggiogato dal potere della moglie, e un determinato ambiente avevano fatto di Lisa la persona che era. Era capace di comprendere, sopportare, perdonare. Propendeva verso quel famoso spirito da “crocerossina” che l’aveva portata a pensare di poter salvare l’insalvabile. Aveva ingoiato tante verità scomode pur di non accettare il fallimento delle sue scelte. Cercando di salvare tutto il resto aveva dimenticato di salvare ciò che era più importante: sé stessa. Ed è proprio quando Lisa inizia a diventare consapevole che c’è sempre un’altra possibilità, una scelta alternativa, un’altra via, che le cose iniziano a essere diverse. D’altronde non ci si può annullare per il bene dell’altro. Non si può amare l’altro se prima non si impara ad amare la propria persona, rispettandola, inseguendone i sogni, e credendoci.  Anche se molti arrivano a tale consapevolezza a tarda età, come suggerisce il titolo del romanzo non è mai troppo tardi per rinascere, per svegliarsi, per essere finalmente liberi di essere sé stessi. Un romanzo che fa molto riflettere su quanta strada ancora le donne devono percorrere, affinché possano riconoscersi nella loro autenticità e libertà di essere al di fuori di aspettative e ruoli sociali spesso ingiusti e soffocanti.

Quale sarà la storia di Lisa? Deciderà di riprendere in mano la sua vita? Lo scoprirete leggendo questo romanzo profondo e interessante. Chissà che qualcuno si riconosca in certi frangenti, decidendo di “raddrizzare il tiro” della propria vita.

Marisa Francavilla 

 

INTERVISTA

Come nasce l'idea di questo libro?

l'idea del libro nasce dall'esigenza di trasmettere la mia esperienza ad altre donne, consapevole che anche se i tempi cambiano alcune dinamiche soprattutto di coppia restano drammaticamente attuali, con l'auspicio che possa essere di conforto e di aiuto a chi lo legge. Ed anche dalla volontà di lasciare una specie di testamento ai miei​ nipoti.

Cosa significa scrivere per Lea Mario?

Per me scrivere è mettere a fuoco le emozioni, i sentimenti, le riflessioni, le situazioni, la vita stessa rendendole così più comprensibili e fissate come in uno scatto fotografico.

Scrittura e catarsi...

Credo molto nella scrittura catartica in quanto liberatoria di tensioni interiori e come esternazione dei propri contenuti emotivi attraverso la creatività, espressa in questo caso nella scrittura, è possibile arrivare ad una maggiore comprensione di sé e degli eventi occorsi fino alla rielaborazione di alcuni nodi emotivi. A tal fine ritengo sarebbe molto utile in quest'epoca così informatizzata, per i giovani tenere un diario dove rielaborare e relativizzare il proprio vissuto.

Ha in cantiere qualche lavoro scrittorio?

Sì!​ Ed ho già pubblicato dei piccoli componimenti che definisco riflessioni, alcuni dei quali riportati sul mio profilo facebook di Lea Mario.

A proposito del suo libro...

In riferimento al mio libro gradirei, come penso qualsiasi scrittore, arrivasse a quante più persone possibili e che possa essere utile l'esperienza riportata, facendo riflettere soprattutto sulle scelte da fare e fatte nella vita senza inutili condizionamenti. Infine che si percepisca quell'atmosfera, ricca di futuro che si respirava negli anni '80 e che purtroppo oggi i nostri giovani non possono più avere.

link di riferimento del libro:​

Sito web ufficiale dell’autrice LEA MARIO

https://www.facebook.com/lea.mario.37

BIOGRAFIA

Scrivo sotto lo pseudonimo di Lea Mario, sono nata a Roma il 30 settembre di qualche anno fa. Dopo gli studi come Operatrice Turistica e qualche misero tentativo di metterli a frutto, sono stata impiegata presso una Società che si occupava di Sicurezza Stradale, collaborando con i Ministeri dei Trasporti e dei Lavori Pubblici, mi occupavo di gestire il Museo, l'archivio storico ed il Centro di Documentazione, che comprendeva una interessante biblioteca​ ed emeroteca sul mondo dei motori. Essendo un lavoro part-time sia questo finito bruscamente che il successivo, durato un'altra quindicina di anni, arrotondavo facendo l’istruttrice di spinning e di posturale.​ Attualmente lavoro per una Società di Telecomunicazioni. Nel 2013 ho scritto il mio libro, riuscendo a pubblicarlo nel 2019.​ ​