RECENSIONI
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Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

GAIA PETRUCCI: ASSASSINIO A VILLA ALTERIGI

GENERE: GIALLO

RECENSIONE

 

Un’antica residenza nobiliare – costruita nel 1590 e rifinita con i migliori materiali all’epoca esistenti in Italia – Villa Alterigi, con i suoi sei ettari di terreno, situata nella campagna della Lucchesia – passata di proprietà da un nobile all’altro lungo il corso degli anni per sanare i debiti contratti – vinta al gioco dal Conte Donati Belli, sembra marchiata da una cattiva sorte essendo da anni luogo di cospirazioni e omicidi. A essere trovata senza vita è la contessa Luisa Donati Belli. Chi l’avrà uccisa? E perché? La contessa Belli, seppur per certi aspetti disponibile, era sempre stata una donna particolare con la capacità di esercitare un certo tipo di potere e controllo, e queste sue inclinazioni erano forse mal sopportate da chi le era intorno. Il lettore viene sin da subito trasportato in un vortice di avvenimenti a ritroso che riguardano ora l’uno ora l’altro attore. Si scoprono così progressivamente, abitudini, scelte, insoddisfazioni dei protagonisti. Attraverso una narrazione ricca di suspense, coinvolgimento, colpi di scena e sorprese, l’autrice Gaia Petrucci ci accompagna in questo giallo psicologico dal titolo Assassinio a Villa Alterigi (edito da CTL Libeccio, Livorno, anno di pubblicazione 2021, pagg. 128).

Non è da tutti saper scrivere buoni gialli. Tra i diversi generi letterari il giallo, infatti, è quello per eccellenza in cui contano molto le regole. Il lettore più accanito e amante di tale genere si aspetta, dunque, una storia ben definita – organizzata nei dettagli, comprensiva di tutti quegli elementi immancabili che il genere richiede – nella quale naturalmente non gli è dato di capire subito l’identità del colpevole, e desidera scoprirlo con la logica, analizzando i minimi dettagli che lo scrittore avrà saputo ben disseminare lungo la storia. L'autrice si dimostra abile in ciò. Il romanzo è narrato con un linguaggio pulito, preciso, scandito dalla giusta tensione emotiva e da altrettante utili “pause”, creando un ambiente narrativo ideale sul quale il lettore si trova perfettamente a suo agio. L’autrice riesce a dosare abilmente interrogativi, dubbi, indizi, moventi. Attraverso una narrazione fluida, attenta e composta che induce il lettore a dubitare, portandolo su false piste, ora di uno ora dell’altro personaggio, la Petrucci riesce a intessere una storia accattivante e convincente, soprattutto per l’utilizzo della componente psicologica che, motivando il lettore, ne facilita l’immedesimazione nei possibili sospettati che potrebbero aver agito mossi dalla sete di riscatto, di potere o da gelosie. Posso a ragione affermare che sono proprio le dinamiche psicologiche a giocare un ruolo determinante nella riuscita di questo romanzo giallo, dove nonostante la centralità di un delitto, intorno al quale ruota tutta la vicenda, alla fine è sempre l’amore a trionfare e a far riflettere. Anche la scelta dell’ambientazione sia quella temporale, con riferimenti a rilevanti periodi storici – il conflitto mondiale e l’influenza spagnola – che quella relativa al luogo e alle caratteristiche interne ed esterne alla Villa, risulta interessante e ben curata dall’autrice tanto che, specie nelle prime pagine del romanzo, le descrizioni narrative sembrano ad un certo punto scomparire lasciando il posto a vere e proprie immagini, che arricchiscono il narrato di quella tridimensionalità tanto efficace quanto verosimile. Responsabile delle indagini è il Maresciallo Baschi che si dimostrerà non solo un bravo professionista, ma anche un uomo dai buoni sentimenti. Sarà lui che, interrogando i figli della Contessa e le persone a lei vicine, riuscirà a individuare il colpevole. Ma come accade nei gialli più intriganti, quando i giochi sembrano conclusi e ci si appresta a rilassarsi qualcosa di sorprendente rimescola, ancora una volta, le carte. È di certo un romanzo che cattura l’attenzione, ed è capace di coinvolgere nel ragionamento e nelle deduzioni anche il lettore non troppo legato a tale genere. Il linguaggio usato è semplice, mai appesantito. I dialoghi ben strutturati permettono di raccogliere quegli elementi nel percorso verso la soluzione del mistero. La scrittura risulta agile e pulita, la trama avvincente, ben articolata e i personaggi ben caratterizzati. Non è mia abitudine spoilerare la trama perché è tutta da scoprire e non vorrei privare il lettore delle sorprese e delle emozioni che questa storia riserva.

Per gli amanti del giallo ma non solo, questo romanzo concederà qualche ora di spensieratezza e buon relax. Complimenti all’autrice.

Francesca Autieri

 

INTERVISTA 

Come nasce l'idea di questo giallo?

L'idea di scrivere un giallo mi è venuta vedendo l'annuncio di un concorso letterario che trattava questo tipo di scritti. La mia idea era però di dare al manoscritto una linea semplice, che potesse essere letta tranquillamente anche da preadolescenti.

Cosa significa scrivere per Gaia Petrucci?

Per me scrivere è un'immersione completa in un mondo segreto che tengo nascosto a tutti, spesso anche a me stessa. Quando scrivo tutto tace, mi ritrovo come dentro una bolla d'aria e percepisco solo in parte quello che accade intorno a me. Per me è straordinario e spaventoso allo stesso tempo.

Si è ispirata a qualche maestro del giallo?

Mi sono ispirata ai gialli classici di inizio secolo. Mi piace leggere Agatha Christie, Carolina Invernizio, Conan Doyle, Poe, Livingstone, Simenon, ma anche i più recenti polizieschi di McBain e Van Dine.​

Ha in cantiere qualche altro lavoro letterario?

In realtà ho un racconto per bambini di 70 pagine che non ho ancora pubblicato e la bozza di un manoscritto sul genere giallo.

A proposito del suo giallo...

Il mio libro è un giallo adatto anche ai più giovani, amanti del genere. E' ambientato nel 1922 ed ho inserito al suo interno qualche riferimento storico in maniera che chi legge, possa avere un'idea di quello che stava succedendo in quel momento in Italia. Anche dalla descrizione degli ambienti o degli abiti che indossano i personaggi, si può avere un'idea di come si vivesse all'epoca del racconto.​

BIOGRAFIA 

Io sono nata Pietrasanta, in provincia di Lucca, nel 1979. Ho studiato per diventare geometra e ho esercitato la professione per 22 anni.​ Mi sono fidanzata a ventuno anni ed ho sposato il mio Alessandro a ventisette. A trenta ho avuto la mia principessa Aurora Alma. I miei scrittori contemporanei preferiti sono Stephen King del quale ho tutti i libri tradotti in italiano e il povero maestro Camilleri. Leggo con passione anche i classici della letteratura. Non mi piaccio i romanzi rosa. Durante la chiusura del 2020 ho scritto Assassinio a Villa Alterigi ed ho abbozzato un altro giallo. Ho pubblicato un racconto nella raccolta "Quando a Derry fa buio" e uno nella raccolta "Un giallo per l'Autunno".​ Nel 2018 ho scritto per la mia bambina, che allora aveva nove anni, un racconto di 70 pagine. Nel 1997, quando ero studentessa, sono stata segnalata al concorso letterario "Sirio Giannini". Il mio libro può essere acquistato sul sito della casa editrice CTL Livorno, su Amazon o può essere ordinato in libreria. Io mi torvo su instagram come roryna09 e su facebook come Gaia Petrucci.