RECENSIONI
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Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

PAMELA LUIDELLI: UN CAFFÈ PER LA VITTIMA

GENERE: THRILLER

RECENSIONE

 

Decisamente un thriller sui generis quello che ci propone Pamela Luidelli: Un caffè per la vittima (Ali Ribelli Edizioni, anno di pubblicazione 2021, pagg. 354). Quella dell’ironia, con cui l’autrice intesse tutta la storia, è di sicuro una scelta vincente assieme all’inventiva nel saper creare ad arte, caratterizzandolo, ogni singolo personaggio della vicenda. Eroina della storia è Beatrice – dal bel caratterino, simpatica over trentenne in carne, curiosa, coraggiosa, impulsiva, pasticciona, testarda, determinata e, ahimè, sfortunata – che dopo la perdita dei genitori, del lavoro e del fidanzato, venduta la casa di proprietà, decide di cambiare vita e di trasferirsi da Roma in un paesino del Nord, Castel Lassù – che nella realtà non esiste – sul Lago Maggiore, luogo turistico di cinquemila abitanti, peculiare sia per il lago sia per il castello medievale, dove rileva un bar storico, ben avviato – a dire dell’agente immobiliare, un certo Baldassarre, che le infarcisce bene la storia – da una coppia di anziani, i signori Battista, con tanto di licenza, attrezzature e un contratto d’affitto vantaggioso. Tuttavia le sue aspettative rimangono deluse nel momento in cui l’agente immobiliare, che le aveva precedentemente inviato le foto, le mostra il bar che risulta decisamente fatiscente: «In quel momento le venne un impulso irrefrenabile di far ingoiare all’agente immobiliare lo scopino del bagno». La verità sul bar, in realtà chiuso da ben cinque anni, Beatrice la scopre dalla giovane cameriera di un ristorante dove va casualmente a pranzare, giungendo, così, all’amara conclusione di essere stata letteralmente raggirata: «A Beatrice venne il desiderio irrefrenabile di lanciare una bomba a mano nell’agenzia di Baldassarre e, qualora l’uomo fosse scampato all’agguato, una volta trovatolo e legato, l’avrebbe attaccato al paraurti della sua Cinquecento per tutto il tragitto da Castel Lassù a Roma».

Beatrice riesce a trovare lì, nel nuovo paesino, anche una piccola casa nella quale stabilirsi, situata – ironia della sorte – in Via Martiri 66, anch’essa mal messa, ma fortunatamente la veduta sul lago e l’atmosfera della natura riescono a ripagarla del resto. Il paesino somiglia un po’ a tutti i piccoli centri urbani dove gli abitanti si conoscono tra loro e in cui lo sport del “taglia e cuci” è sicuramente quello più gettonato.

Sono tutti particolari gli abitanti che popolano questo piccolo paese: dalle simpatiche vecchiette, alla Contessa dal linguaggio colorito, al giovane esperto di computer, al Signore del castello che nessuno mai ha visto. Ogni personaggio è delineato con cura e attenzione dalla Luidelli che sembra particolarmente portata per l’arte del “dettagliare”, suscitando curiosità e interesse nel lettore. Nella gestione del bar, interviene anche una zia della protagonista che, al contrario di quest’ultima, non è per nulla simpatica.

Anche nel cambio di vita, purtroppo, la sfortuna sembra perseguitare Beatrice, soprattutto quando, prima viene ritrovato il corpo senza vita di una ragazzina, sua cliente, sul quale corpo viene rinvenuta la scritta con il nome del suo bar, e poi viene dichiarata scomparsa una seconda ragazza. Questi episodi danno l’avvio ai “giochi”. Di qui parte il racconto che per l’esilarante modalità narrativa molto somiglia a una commedia. Il paese è piccolo e si sa… la gente mormora… Beatrice si trova così coinvolta, suo malgrado, in un qualcosa di davvero intricato. Un maresciallo dei carabinieri, che in principio sospetta di lei, e successivamente un detective privato si occuperanno del caso; ma sarà anche la stessa Beatrice, con determinazione, a indagare, conducendo progressivamente il lettore nei meandri delle ipotesi, dei dubbi, delle domande, e di quelle risposte che si riveleranno diverse dalle aspettative. Notevole risulta la capacità descrittiva dell’autrice non solo per quanto riguarda gli ambienti e i personaggi, ma anche per l’abilità nel ricamare situazioni interessanti capaci di attrarre come una calamita il lettore desideroso di scoprire la realtà dei fatti. L’autrice pare divertirsi non soltanto a usare l’ironia, abilità che sembra in lei essere innata, ma anche a condurre il lettore su svariate strade che si rivelano sempre strane e poco chiare. La scrittrice è molto abile nel rivelare sempre nuovi elementi, nuovi tasselli di una ingarbugliata vicenda che prende pian piano forma davanti agli occhi del lettore.

Abbandonare il romanzo risulta praticamente impossibile fin dalle prime pagine, nelle quali si sprofonda piacevolmente con naturale immediatezza. Un’opera dalle forti emozioni, suspense e dal gran coinvolgimento, in grado di guidare la narrazione con improvvisi picchi nel livello di tensione.

Un thriller avvincente, che monta col passare delle pagine, che stupisce e incuriosisce. La scrittura è fluida, composta, chiara e ben strutturata. Un caffè per la vittima: una lettura d’evasione piacevole e scorrevole durante la quale sarà facile identificarsi ora nell’uno ora nell’altro personaggio di turno. Per chi volesse alleggerirsi, ma anche venire a capo della strana e curiosa vicenda, non resta, quindi, che immergersi in questa divertente, deliziosa e avvincente storia, che la Luidelli ha saputo imbastire con grande maestria, che nulla ha da invidiare ai grandi romanzieri.

Marisa Francavilla

 

 

INTERVISTA

Come nasce l'idea di quest'opera?

In realtà volevo esordire con un altro romanzo, un giallo ambientato negli anni Trenta a New York. Per scrivere le prime cento pagine lessi nel giro di due, tre mesi una trentina di libri riguardanti quel periodo, la società, politica ecc...  e iniziavo ad avere la testa un po' in palla. In quel periodo nel mio paese venni a conoscenza di una presentazione di una nota scrittrice di gialli con vene ironiche. Lessi prima il suo romanzo e poi andai alla presentazione. Tornando a casa, dato che il libro mi era piaciuto molto, mi domandai se anch’io fossi capace di raccontare una storia regalando qualche sorriso. Andai a dormire e alla mattina iniziai a buttare giù qualche riga e non mi fermai più, ed ecco che prese vita Un caffè per la vittima.

Cosa significa scrivere per Pamela Luidelli?

Scrivere mi aiuta a evadere con la mente, slego la fantasia dalle catene e lascio correre i pensieri liberi senza restrizioni in cerca di una storia da raccontare.

Qual è il messaggio più importante che ha voluto trasmettere con la sua opera? ​ ​ ​ ​

​Una domanda davvero interessante! In realtà chi legge questo romanzo si ritrova catapultato in un paese​ inventato con strani personaggi, e sono quest’ultimi a dare un vero messaggio tra le righe a chi è attento. Ho sempre pensato che gli stereotipi​ che oggi ci propinano con attori, modelle, con persone sempre perfette, belle magre andassero demoliti. Il mondo reale per fortuna è ben diverso con mille sfaccettature. Il fatto di possedere un colore di pelle diverso, essere in sovrappeso o semplicemente se stessi con i propri difetti e pregi, è la carta vincente per non essere la copia di nessuno. Dobbiamo imparare ad apprezzarci così come siamo. Beatrice nonostante non sia bella e possegga un caratteraccio alla fine fa sì che i paesani si affezionino a lei proprio per queste sue qualità.

Ha in cantiere qualche altro lavoro simile?

La mia mente è sempre in movimento, ho già ultimato il secondo romanzo con la simpatica ​ e sfortunata Beatrice e mi sto dedicando a una nuova narrazione, sempre un giallo ma con nuovi personaggi. In questa nuova avventura mi sto avvalendo della collaborazione del campione italiano di pugilato pesi medio massimi Adriano Sperandio e di altre persone importanti appartenenti a questo settore, dato che tratterò l’argomento del pugilato.

Scriva ciò che ritiene importante in riferimento al suo libro.

Un aspetto che vorrei puntualizzare e di cui vado particolarmente fiera è il carattere semplice di questo romanzo. Se c’è una cosa che ho imparato e di cui ho fatto filosofia di vita è che la verità è preferibile sempre a una bella bugia. Questa storia vuol far passare proprio questo messaggio; i personaggi sono inventati, certo, ma sono realistici, verosimili. La costruzione dei personaggi, alla quale molte persone dedicano un processo artificioso e costruito, per me è stato semplice. I miei personaggi sono reali, si raccontano da soli e questa è la ragione per cui le storie di Beatrice non finiscono mai! Sono lì, in attesa di essere raccontate. ​

Dove è possibile acquistare il suo romanzo?

Il romanzo si può trovare su tutti gli store online sia in formato cartaceo ebook: Amazon, Feltrinelli, IBS, Mondadori, Libraccio ecc... e ordinabili in tutte le librerie fisiche, in audio libro su Il Narratore.

I link del libro:

https://www.amazon.it/caff%C3%A8-vittima-Pamela-Luidelli/dp/8833468488

https://www.mondadoristore.it/ebook/Pamela-Luidelli/aut04435947/

https://www.libreriarizzoli.it/libri/Pamela-Luidelli/aut04435947/

https://www.libraccio.it/autore/pamela-luidelli/libri.html

https://www.hoepli.it/libro/un-caffe-per-la-vittima/9788833468488.html

https://www.ibs.it/caffe-per-vittima-libro-pamela-luidelli/e/9788833468488?gclid=Cj0KCQiAhf2MBhDNARIsAKXU5GQy6J3AE95BAyfKbpwpJnbVaAkd348io7HmwW-PzylZYTXnA5ceyYgaArniEALw_wcB

https://www.ilnarratore.com/it/pamela-luidelli-un-caffe-per-la-vittima-download/

 

BIOGRAFIA 

Pamela Luidelli vive sul Lago Maggiore insieme alla famiglia e al suo amato cane. Appassionata di viaggi e castelli medievali, non perde occasione di girare l'Europa. Amante della natura e degli animali è sostenitrice del Rifugio degli asinelli Onlus e socia FAI. Oltre ad amare il teatro è una divoratrice di libri soprattutto gialli, noir, fantasy e storici. Attualmente ha pubblicato il suo primo romanzo Un caffè per la vittima edito dalla casa editrice Ali Ribelli.