RECENSIONI
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Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

ANGELA CASALANGUIDA: LA DOLCEZZA DEL SALE

GENERE: NARRATIVA CONTEMPORANEA

RECENSIONE

 

«“Mamma”, la parola più bella sulle labbra dell’umanità.»

(Khalil Gibran)

«Gli uomini reggono il mondo. Le madri reggono l’eterno, che regge il mondo e gli uomini.»

(Christian Bobin)

 

Per chi ama la confortevole rassicurazione dell’abitudine, gli imprevisti possono rappresentare dei veri e propri traumi ma anche punti dai quali ripartire per una nuova vita. Anche se tutti ambiremmo a trascorrere un’esistenza tranquilla, sappiamo benissimo che per quanto ci sforziamo di progettare o programmare, ad un certo punto la vita decide da sola, e inevitabilmente ci si trova in situazioni inaspettate, impreparati, pieni di timori, con tanti dubbi e interrogativi. Che lo si voglia o no la vita è tutt’altro che quell’equilibrio tanto anelato, considerando che esiste sempre quella variabile chiamata imprevisto che ci porta a doverci confrontare con una realtà nuova, e che spesso richiede decisioni rapide e non sempre facili. Ed è proprio un imprevisto – il cosiddetto fulmine a ciel sereno – ciò che capita a Carol, la protagonista del romanzo La dolcezza del sale (Pav edizioni, anno di pubblicazione 2021) di Angela Casalanguida. In realtà la vita di Carol, già prima del “fulmine a ciel sereno”, non è che si potesse definire tranquilla, data la precoce perdita dei genitori che la vedono costretta a rimboccarsi le maniche per potersi garantire un minimo di stabilità. Cameriera in un bar la sera e insegnante di lettere quando capita, Carol a soli ventisette anni si trova a dover maturare in fretta, sobbarcandosi di responsabilità. Benché la sua vita sia dura, triste e solitaria, lei sembra in qualche modo averla accettata. È abituata a lavorare duramente, così come ad affrontare sacrifici e a rinunciare al tempo libero e ai divertimenti tipici della giovane età. La sua è comunque una vita regolare, scandita dai tempi della solita quotidianità, quando ad un certo punto capita l’impensabile: la sua cara amica muore a causa di un incidente, e nelle sue ultime volontà chiede che sua figlia venga data in affido proprio a Carol. Nicole è una bambina di 4 anni, dolcissima, bisognosa d’affetto, che rivoluzionerà l’esistenza della protagonista. Ecco che la nostra eroina si ritroverà a fare da genitrice. Anche se la parola genitore rimanda propriamente all’atto di generare un figlio, essa include tante altre cose importanti. In realtà, vero genitore non è chi mette al mondo un figlio, bensì chi si prende la responsabilità di accudirlo, di amarlo, di proteggerlo, di educarlo e di fargli da guida. È così che Carol inizia il suo percorso di mamma affidataria che la vedrà impegnata su più fronti. Decisa e determinata, proteggerà Nicole proprio come se fosse sua figlia, e da questo rapporto d’affetto la sua vita prenderà svolte inaspettate. 

Un balsamo per l’anima questo romanzo della Casalanguida. Un incoraggiamento per chi pensa che gli imprevisti portino solo difficoltà e avversità. Ma cosa sono nello specifico gli imprevisti? Sono quegli avvenimenti che, al di là dei nostri calcoli e desideri, che lo si voglia o no, accadono. Essi però non hanno un’unica connotazione; non si presentano esclusivamente come qualcosa di negativo, al contrario possono rappresentare degli stimoli per metterci in gioco, in discussione, per crescere, per trovare il coraggio di cambiare, di fare delle scelte che in mancanza di questi accadimenti non previsti non avremmo mai considerato di intraprendere. Possono quindi rappresentare delle opportunità per scoprirci persone coraggiose, sorprendendoci della grandiosa capacità dell’altruismo, della comprensione e anche del perdono, proprio come accade alla protagonista del romanzo. Un’opera curata nei dettagli, sia nella forma sia nel contenuto che risulta subito avvincente. Anche la scelta del titolo risulta indovinata, così come il disegno di copertina.

Le pagine scorrono in modo fluido senza alcun intoppo. Il linguaggio è chiaro e semplice, e il lettore non fa alcuna fatica a seguire la narrazione. Le descrizioni sono ben dettagliate, soprattutto quelle degli eventi più significativi che rappresentano i punti di svolta del romanzo. Anche i dialoghi risultano ben costruiti, capaci di coinvolgere emotivamente il lettore che sente di partecipare in prima persona agli eventi. Emerge nell’opera un elemento importante, e forse anche poco consueto, quello della solidarietà femminile che sorprende e gratifica il lettore segnando i punti di svolta decisivi del romanzo. Il ritmo narrativo non è né lento – poiché non vi sono flashback e solo poche digressioni sul passato riguardanti alcuni personaggi, come la storia di Gabriel – né veloce, ma piuttosto costante, ben scandito, sì da far sentire il lettore decisamente a proprio agio. Esistono romanzi così ben scritti che la rappresentazione delle immagini è immediata e nitida come le scene di un film, e di certo quest’opera di Angela Casalanguida ben si presterebbe all’ambito cinematografico.

Per chi è un inguaribile sognatore e per chi crede nella forza miracolosa e prodigiosa dell’amore, ma anche per chi desidera leggere qualcosa che appaghi l’anima e restituisca un po’ di giustizia e serenità, soprattutto in questo periodo travagliato, il libro è più che suggerito.

Francesca Autieri

 

INTERVISTA

Come nasce l'idea di quest'opera?

I miei romanzi sono spaccati di vita. La realtà che ci circonda è la mia prima fonte di ispirazione, poi ci aggiungo le mie esperienze e i miei sentimenti. Carol è un pezzetto di me, Nicole una dei tanti bambini che hanno avuto la sfortuna di non avere dei genitori ma allo stesso tempo hanno la fortuna di trovare una persona che li ami.

Cosa significa scrivere per Angela Casalanguida?

Scrivere per me è vivere al di là della mia porta. Ogni romanzo è una nuova vita. Io vivo nei personaggi, soffro e rido con loro. Ho sempre avuto dentro di me storie parallele alla realtà, nei giochi di bambina, nel vissuto mi sono sempre protetta vivendo storie impossibili, a volte tristi, ma poi finivano sempre bene.

Qual è il messaggio più importante che ha voluto trasmettere con la sua opera?

Ne La dolcezza del sale ci sono due messaggi. Il primo: non bisogna per forza partorire un bambino per essere padri e madri. Ci sono realtà che dimostrano come l’amore cancelli l’inizio del rapporto. Un genitore è colui che ama il proprio figlio, lo educa, gli resta accanto in ogni situazione. Il secondo messaggio: La vita ci mette alla prova, ci mette davanti molti problemi, a volte sembrano invalicabili e impossibili, a volte siamo noi che per pudore li rendiamo ancora più grandi, li nascondiamo. Dobbiamo sfidare il nostro destino, non dobbiamo arrenderci, dobbiamo cercare la parte buona che c’è dentro di noi e farla venire fuori; in esse si nasconde la nostra forza.

Ha in cantiere qualche altro lavoro similare?

Ho consegnato qualche giorno fa alla Pav edizioni il mio prossimo lavoro. ​ In questo romanzo molto ironico , in chiave più leggera a tratti divertente parlo di sogni. Stiamo vivendo una fase molto brutta della nostra storia. Il Covid, il lavoro che manca, la gente ​ sfiduciata. ​ Voglio lanciare un messaggio: non abbandonate le speranze, anche se a volte sembra che tutto remi contro cercate con ​ ogni mezzo di realizzare i vostri sogni. Alla fine potreste fallire? Ma se non ci avete provato non avete già fallito? Al massimo potreste rischiare che si avveri.

Scriva ciò che ritiene importante in riferimento al suo libro.

Chi legge il mio libro trova dentro la speranza. Molti dei mei lettori mi contattano dicendo che alla fine quando chiudono il libro si sentono carichi e fiduciosi. È  bello sentire questo, perché vorrei che tutti trovassero un sorriso e una voglia di rinascita.

Link del libro:

https://pavedizioni.it/prodotto/la-dolcezza-del-sale

L'AUTRICE SI RACCONTA 

sono nata e vivo a Petacciato, un piccolo paesino costiero del Molise. La prima cosa che vedo al mattino al mio risveglio è una immensa distesa azzurra. Qui mare e cielo si confondono, rendendo gli spazi infiniti. Sono sposata, ho due figli maschi entrambi universitari. Uno laureando in biologia molecolare, il secondo al terzo anno di ingegneria meccanica. Il quarto componente importante della mia famiglia è un gatto rosso Clint. Amo molto la natura e preferisco posti incontaminati e selvaggi, adoro viaggiare e preferisco le città d’arte. Mi piacciono il profumo il profumo e la penombra dei musei e pinacoteche. Mi sento Italiana in ogni poro della mia pelle, considero il mio paese uno scrigno prezioso di inestimabile valore. La vita non sempre ci dà la possibilità di fare ciò che desideriamo. Attualmente lavoro per una grossa multinazionale, il mio più grande sogno è di poter far leggere a più persone possibili, le storie che spuntano come germogli nei meandri della mia testa. Chi mi conosce mi considera una persona dinamica, determinata, allegra un po' pazza. Non accetto le imposizioni, sono uno spirito ribelle e anticonformista, dico sempre quello che penso anche se a volte mi procura dei nemici. Se mi pongo un obbiettivo, non mi arrendo fino a quando non lo porto a termine, il mio motto è non arrendersi mai.