RECENSIONI
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Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

PATRIZIA FUSARO: STORIE DI CALABRIA

RACCONTI

RECENSIONE  

 

Chi non ha mai vissuto in realtà particolari dove le parole mafia, estorsione, vendetta, sono all’ordine del giorno, come in quelle descritte da Patrizia Fusaro in Storie di Calabria (Casa editrice Una vita di stelle - Library, anno di pubblicazione 2021, pagg. 149) rimarrà sicuramente sconcertato dal modo in cui la protagonista descrive atrocità così come si farebbe per qualunque e normale evento. Ed è proprio la capacità sintetica e fotografica che contraddistingue il modo di narrare della Fusaro da altri scrittori. Una caratteristica di somiglianza verista con la quale si presenta al lettore il fatto nudo e crudo senza giri di parole. Si ritrae semplicemente la realtà. In questo caso quella partorita dalla fantasia dell’autrice… E quella descritta nei racconti della Fusaro è dura e cruda: persone decapitate, impallinate, trucidate… Potrebbe sembrare un film horror, di quelli più spietati, e invece così non è. Condite dalla sua fantasia, si animano, pagina dopo pagina, i protagonisti, persone che hanno avuto la sfortuna di nascere in posti dimenticati da Dio o che hanno incontrato individui sbagliati che hanno condizionato negativamente tutta la loro esistenza. In realtà non sono storie che riguardano esclusivamente quelle regioni della nostra penisola che vengono definite a rischio, perché i fatti si svolgono in posti disparati anche fuori della nostra Italia. Sfatiamo così il mito che le organizzazioni criminali si trovano solo in alcuni Paesi. Laddove vi sono realtà difficili, di povertà e le possibilità lavorative scarseggiano o addirittura mancano – e chi vive in certe regioni dell’estremo Sud può comprendere – la possibilità di sviluppare comportamenti devianti è quasi la regola. L’assenza di un tessuto socioculturale che possa accogliere, seguire ed indirizzare i ragazzi che escono dall’obbligo scolastico è, come dimostrano alcune ricerche condotte negli ultimi tempi, uno dei motivi principali per cui si possono prendere strade sbagliate che condizioneranno il resto dell’esistenza. Quello che accomuna le storie della Fusaro è, infatti, l’assenza di punti saldi di riferimento per i protagonisti, la mancanza del rispetto di qualsiasi legge giuridica o principio etico. Loro, i devianti, hanno una propria legge che è quella della prevaricazione, della violenza, del comando ad ogni costo. Se non vi è una via lecita che consente di rendersi autonomi guadagnando onestamente, l’alternativa è solo una: la devianza, che una volta intrapresa risucchia i malcapitati in una spirale senza ritorno. Un crimine segue l’altro, e si passa così facilmente da quelli più lievi come rubare a quelli più gravi come lo sfruttamento, la violenza e l’omicidio. Sono i soldi e la sete di potere che guidano i pensieri e le azioni di questi personaggi descritti dalla Fusaro. L’illusione di una vita duratura nell’agio e nel lusso consente il perpetuarsi di comportamenti devianti.

Ciechi alle conseguenze delle loro azioni criminali, i protagonisti delle storie raccontate finiranno, uno dopo l’altro, per capitolare, spesso “giustiziati” con gli stessi sistemi folli e brutali dei quali si sono serviti per costruire i loro imperi, eliminando persone ritenute scomode per i loro traffici e azioni illegali. Di sicuro, anche se le storie inserite nell’opera sono frutto della fantasia dell’autrice, il vivere in una regione difficile e ad alto rischio, dove gli interventi sociali e culturali scarseggiano, ha avuto la sua importanza nel prendere spunto per disegnare lo scheletro di ciascun racconto. Ogni storia narrata ha una sua peculiarità e riesce a coinvolgere il lettore, curioso di scoprire come andrà a concludersi.

La scrittura è semplice e immediata, si potrebbe dire essenziale. Le pagine scorrono velocemente pur essendo pervase da parecchie ingenuità stilistiche e scelte discutibili in riferimento alla punteggiatura. È per questo che, visti gli interessanti argomenti proposti dall’autrice, la sua destrezza nel descriverli e l’abilità nell’usare la fantasia, consigliamo di far attenzionare l’opera da bravi editor che possano rendere il giusto merito al suo lavoro scrittorio.

Marisa Francavilla