RECENSIONI
PDF

Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

TONIA SCATIGNA: PROFUMO DI MARSIGLIA

GENERE: POESIA

RECENSIONE

 

«La poesia è quando un’emozione ha trovato il suo pensiero e il pensiero ha trovato le parole» Robert Frost.

La poesia è un sentire con l’anima, un avvertire fin dentro le ossa, ma non solo, è quella capacità raffinata di trasformare le emozioni in parole; e l’autrice Tonia Scatigna nella sua silloge Profumo di Marsiglia (Bertoni Editore, anno di pubblicazione 2020 pagg. 130) ce ne dà ampia dimostrazione. Una penna delicata, ma al contempo decisa, incisiva, fiera. Una raccolta intensa capace di concentrare un universo di immagini e sentimenti attraverso cui l’autrice disegna un percorso poetico, una evoluzione del suo essere che manifesta la sua dimensione esistenziale in uno stadio progressivo di tappe, da quello più ingenuo, sprovveduto e disincantato, a quello più maturo e consapevole. Pagine che raccontano come in un diario le sue impressioni sulla vita, sui modi di affrontare dolori e sofferenze che hanno segnato il suo cammino, ma che con la maturità dell’oggi non fanno più male come nel passato, poiché l’autrice ha trovato le sue risposte, il suo modo di metabolizzare il tutto con un atteggiamento più deciso e determinato, ma soprattutto più autentico e veritiero. Benché il titolo faccia riferimento ad un piacevole ricordo dell’infanzia quando tutto sembrava essere sereno e l’odore del sapone di Marsiglia dei panni stesi era legato ai sentimenti d’affetto per le zie – presenze importanti, come riporta nella poesia che dà il titolo alla silloge – i versi non sono, tuttavia, intrisi di nostalgia per quei tempi andati, ma piuttosto rappresentano la consapevolezza che come in passato ci sono stati momenti lieti così può accadere per il futuro: «Ma adesso so / che, se di nuovo / perderò la strada, / mi basterà chiudere gli occhi / e respirare, / cercarmi dentro / il senso, / l’innocenza. Tornare… / al mio profumo di Marsiglia».

La sua poesia è quindi proposito, punto di partenza per un nuovo inizio che consente all’autrice di guardare con occhi diversi i suoi “errori”, le sue insicurezze e soprattutto di perdonarsi facendo pace con la sua coscienza, come emerge chiaramente nei versi del componimento Perdono: «Un ulivo dorato ai miei peccati, / a ricordarmi che, di certo, / li ho commessi per una ragione… / Un rametto speranza al mio passato, / che abbandoni la guerra al mio presente / e si assopisca all’alba del mio futuro… / Una palma intrecciata ai miei fantasmi, / con la trama ad impedirgli / di rubare altro sonno alle mie notti… / Una palma qualunque a me… / che fare pace con me stessa / è la cosa che mi riesce più difficile!».

Con questa silloge, l’autrice regala a sé stessa una nuova possibilità, quindi la sua scrittura diviene non solo poesia propositiva ma anche strumento di riscatto, accettandosi in tutte le sue sfumature. Ora che è più forte, più risoluta non si giudica, non si rimprovera, non segue alcun dettame che le vieta di essere sé stessa e di seguire i suoi bisogni, come quando le si impediva di piangere per una mancanza, per un rimprovero, un’ingiustizia. L’unica via che segue è quella dettata dal suo sentire al quale non mette più paletti, ed è così che prende forma la sua poetica: libera, autentica. Una poesia che non accetta più alcun compromesso, perché è sostanza viva del suo essere. È lei a non accettare più alcun compromesso, anche in quella necessità di carezze quando s’accorge che del sentimento non vi è neppure una minima parvenza, come evidenzia nei versi del significativo componimento Mi sfido: «Da troppo tempo / aspetto una carezza. / Ma poi mi guardo / e nei tuoi occhi vedo / la faccia mia / e di mille donne uguali / … / La senti, / sprezzante sicurezza, / Ora la mia? / Ti sfido. / Lascio alla prossima, / sorrido / e vado via.» Il verso libero, la rima accennata, le giuste pause conferiscono ai versi armoniosità e scorrevolezza. Le parole sono semplici, mai ricercate o appesantite da inutili orpelli. Il verso arriva immediato, diretto così come in un racconto di episodi di vita quotidiana. Ma non è solo la realtà tangibile ad essere ritratta dall’autrice, poiché i suoi componimenti sono intrisi di sogni, di fantasie, di speranze, nonostante le illusioni tradite, le battute d’arresto, le mancanze – le quali hanno lasciato segni indelebili – che per un lungo periodo hanno condizionato la sua vita. Benché non vi sia alcuna certezza in questa vita che scorre: «Siamo grovigli da risolvere /… / eternamente in bilico» (versi dal componimento Instabili), l’autrice riesce a trovare il suo centro, quello finalmente maturato dentro sé stessa che le consente di spalancarsi alla vita e di godere di tutto ciò che di bello essa offre. Così la natura diviene motivo di benessere. Si avverte in tutta la silloge una delicata ma importante inclinazione al riconoscimento della dimensione spirituale che conferisce ai suoi versi quello spessore necessario a fare della poesia quel ponte di connessione tra lei e l’oltre.

Una silloge che parla all’anima, e nei cui versi molti ci si potranno riconoscere.

Simona Fiorucci

BIOGRAFIA 

Tonia Scatigna nasce nel 1973 a Martina Franca (Ta). Laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari nel 1997, con il massimo dei voti e il plauso della Commissione, esercita la professione di Avvocato dal settembre del 2001, abilitata al patrocinio dinanzi alla Cassazione e alle Magistrature Superiori dal gennaio del 2016. La sua vocazione artistica l'ha portata ad interessarsi sin da giovanissima alla letteratura, al teatro e alla poesia. Negli anni dal 2003 al 2010, ha scritto monologhi e spettacoli teatrali, portati in scena da compagnie locali e, di recente, è tornata al teatro, sia come autrice di testi che come attrice. Dopo il notevole riscontro ricevuto sui social per i versi, scritti e recitati, in vernacolo martinese (la poesia “A neve” ha registrato più di novemila recensioni in soli quattro giorni), ha ripreso a scrivere poesie in italiano, rispolverando la passione giovanile e confermando l'interesse del popolo dei social network. Dopo varie partecipazioni in antologia con altri autori, ha pubblicato - nell'agosto 2020 - con la Bertoni Editore Profumo di  Marsiglia, raccolta d'esordio che ha riscosso un notevole consenso di pubblico e di critica. Dopo aver vinto, con la poesia “Vorrei”, il 1° premio al concorso “Sinfonie Poetiche e Letterarie 2020”, Profumo di Marsiglia è stata premiata, nell'agosto 2021, nell'ambito del “Concorso Internazionale di Poesia Dante Alighieri” dell'Accademia dei Bronzi di Catanzaro Nel 2021, la raccolta  è stata presentata al Festival della piccola e media editoria “Italian book festival” dal 19 al 21 marzo; al VI Festival internazionale della poesia “Lampada nel buio”, organizzato dalla “Casa de la poésie El Cactus”, dal 18 al 25 settembre; al “Salone internazionale del libro di Torino” dal 14 al 18 ottobre.

Il sito web dell'autrice:

www.toniascatigna.it

INTERVISTA 

Come nasce l'idea di questa opera poetica?

Questa raccolta è nata per caso, come capita spesso con le esperienze belle della vita. Dopo le poesie giovanili, rimaste nei cassetti della mia scrivania e vissute come banali sfoghi adolescenziali (e forse, per questo, andate perdute), avevo completamente smesso di scrivere, fatta eccezione per alcuni testi teatrali e qualche poesia in vernacolo. Il 10 agosto 2019, anziché da una stella, sono stata illuminata da un'ispirazione, che non mi ha più abbandonata e che ha dato voce alla prima poesia della raccolta: San Lorenzo, stella crescente. Anche stavolta, pensavo fossero solo pensieri in libertà da tenere rinchiusi in un cassetto, che non avrebbero mai suscitato l'interesse di nessuno. Ed invece il gradimento manifestato sui social e, soprattutto, il sostegno di alcune persone care, che hanno creduto in me prima di me, mi hanno convinta del contrario.

Cosa ha significato scrivere questo libro?

“Profumo di Marsiglia” rappresenta il mio ritorno alle origini, all'odore buono dell'infanzia ed alle fragranze di sole che mi inebriavano quando accompagnavo le mie due zie sul terrazzo del centro storico a stendere il bucato: lenzuola bianche, intrise di candore e di innocenza. Racconta il mio percorso di rinascita dopo un periodo buio, è il diario di un cammino avventuroso e incerto alla conquista di nuove consapevolizze, lungo il ogni quale dolore viene affrontato, decifrato e, forse, anche perdonato. Ogni verso di questa raccolta trasuda la caparbia volontà di ritrovarmi e ricominciare.

Quali sono i messaggi più significativi che ha voluto trasmettere con la sua opera?

Innanzitutto che per poter rinascere bisogna essere disposti a morire. Il dolore non va respinto, ma attraversato, con la consapevolezza che ogni meta conquistata non è la “destinazione” ma la prima tappa di un nuovo cammino. La vita è sempre pronta a sorprenderci con l'ennesimo “frattempo”, spesso inaspettato e sconcertante; stravolge programmi, sogni e bisogni, costringendoci - per fortuna - a cambi di rotta che sono, poi, la forza motrice della nostra evoluzione e che, se accolti e vissuti fino in fondo, possono svelarci il senso più autentico della nostra esistenza e delle relazioni umane.

Ha In cantiere qualche opera similare?

Questo davvero non vorrei svelarlo, per scaramanzia. Posso solo dirvi che, da quella notte di San Lorenzo, la poesia è diventata lo specchio nel quale la mia anima si riflette, si riconosce e si consola.

A proposito del suo libro…

Questo libro posso considerarlo una sfida vinta, perché è stato motivo di grande soddisfazione, per me, riuscire a pubblicarlo. Non smetterò mai di ringraziare il mio editore, Jean Lui Bertoni, per aver scommesso sul mio esordio letterario. Come dicevo prima, però, questo risultato non è un punto d'arrivo, ma solo una tappa, un esordio, appunto! È solo la linea di partenza di una strada in salita, che si è già dimostrata essere tanto ripida e faticosa. Ma è proprio questo il bello! E, poi, camminare lentamente e fermarsi, ogni tanto, a prendere fiato consente di godersi il panorama!

Link per l'acquisto del libro:

https://www.bertonieditore.com/shop/it/libri/672-profumo-di-marsiglia.html