RECENSIONI
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Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

CORSI E RICORSI STORICI: È IL CAMMINO DELL’UMANITÀ?

Corsi e ricorsi storici: è il cammino dell’umanità? Sembra proprio che la Storia proceda per corsi e ricorsi, come aveva detto il filosofo, storico e giurista Giambattista Vico. Risulta logico applicare questo pensiero filosofico ai nostri giorni scanditi da avvenimenti ciclici e inquietanti che decidono il processo dell’uomo e il futuro del suo popolo. Nel corso del tempo, infatti, si ripresentano i medesimi fatti e i motivi che li determinano sono identici; quello che cambia è solo il modo in cui tali fatti avvengono perché variano le circostanze e i criteri con cui essi accadono. Probabilmente anche oggi, ad esempio, si propongono nuove forme di schiavitù, di sottomissione di un popolo, anche se avvengono in modo più nascosto, meno appariscente e più subdolo. In tal senso, possiamo osservare un filo storico durante il quale a periodi in cui prevale il vento della libertà, manifestandosi in genere nella forma di un governo “democratico”, fanno seguito fasi in cui predominano il caos, l’incertezza, il disordine, la babele delle lingue, i conflitti permanenti e destabilizzanti, il dibattito inconcludente tra le autorità. Fasi che spiegano il naturale e diffuso bisogno di “ordine”, di un qualsivoglia contenimento, purché restituisca alla società un potere, anche un potere illusorio. Più che altro possiamo osservare un filo storico che ruota intorno al concetto di crisi, quale segno di momenti di rottura o di passaggio a una fase di trasformazione. In altre parole, come suggerisce il filosofo Edgar Morin, un intenso aumento di disordine e incertezza all’interno di un sistema collettivo. Si salvi chi può! Si salvi chi non si fa condizionare da una società che finge di darci il massimo della libertà – ipse dixit Andrea Camilleri – e, aggiungerei, che ci rende sudditi di un potere oscuro. Interrogando la storia, riconosciamo due parole che nascondono lo stravolgimento della vita dell’uomo e delle sue consuetudini, da sempre: pandemia e guerra. Le abbiamo masticate fin troppo per poterci soffermare sul loro significato, su quanto hanno generato e stanno ancora generando. L’aspetto interessante, o inquietante, è che tutto quello che oggi si ripropone è già accaduto nel passato e purtroppo ritorna. Ritorna la paura e lo sgomento sui fatti ma anche il senso di impotenza e caducità della esistenza umana, almeno per noi comuni mortali. Certo, è vero che ogni ricorso comprende e assorbe sempre il corso precedente, magari lo supera e lo completa con qualcosa di innovativo per il cammino dell'umanità ma, a questo punto, possiamo veramente dire che la storia è maestra di vita? Non lo sappiamo con certezza e non sempre comprendiamo la direzione di questo cammino. Il ricordo di eventi importanti dovrebbe far sì che determinate tragedie non si ripetano più e che funga da monito per non ripetere gli stessi errori. Sembra, invece, che i fatti perdano significato nel tempo e molto spesso non siano in grado di rimediare agli eventuali errori che si sono commessi. Perché tutto abbia un senso, bisogna andare oltre la semplice memoria, oltrepassarla e raggiungere nuovi traguardi. Questo è il vero cammino dell’umanità e, in verità, di strada ne abbiamo fatta sicuramente tanta. Peccato però che a tornare indietro non sono solo i gamberi perché, in questo periodo storico, mi sembra di essere ritornati alla schiavitù di massa, al controllo della libertà di espressione, dove altri decidono per noi, anzi senza di noi, con sottili giochi e strumentalizzazioni di potere. Interrogando la storia, pertanto, ritornano quelle due parole – pandemia e guerra – e con loro ritornano l’incertezza, il disordine e i conflitti. Respirando allora quest’aria di dubbio valore, la storia continua… anche se inclina verso una visione un po’ troppo ottimistica dell’umanità e del suo cammino. Continuare il cammino avrebbe senso solo se rimarcasse anche un’altra faccia della crisi come possibilità di progresso e cambiamento, che ci consenta di giudicare sotto un’altra luce le tensioni che attraversano il nostro tempo. Che ci permetta di sognare e creare un futuro migliore.

Franca Mancini

Caporedattore Scritturaviva – La Voce del Recensore