RECENSIONI
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Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ

SCRITTURA VIVA

MARIA VESTRUCCI: FRAMMENTI DI VITA

GENERE: RACCOLTA DI SCRITTI (PAGINE DI DIARIO, LETTERE, POESIE)

RECENSIONE

 

Preziose pagine di diario, lettere e poesie sono contenute nella Silloge intitolata Frammenti di vita (Ctl, Livorno, Edizioni, anno di pubblicazione 2022, pagg. 144) di Maria Vestrucci. Un’opera pregnante che accompagna il lettore nei dissidi interiori, nelle sofferenze, ma anche nella serenità della rinascita dell’autrice, rinascita avvenuta grazie all’accostamento di lei alla natura; e i testi di questa raccolta ne sono degni testimoni. Un cammino iniziato per dare sfogo a quel mare oscuro dell’anima che in molti provano ma che pochi sono disposti a palesare: la depressione. Un male sempre più diffuso le cui cause possono essere individuate in fattori biologici ma anche psicologici e sociali come eventi di vita stressanti: lutti, malattie, conflitti interpersonali, mancanze affettive. Dalla lettura dei comportamenti dell’autrice, soprattutto dei primi, è evidente un vissuto difficile, a cominciare dall’adolescenza, e forse ancor prima, quando l’autrice, già ribelle nell’animo, non conforme alle norme, si sentiva soffocare, stretta in un ordine di regole, usi e costumi che la famiglia, come scrive nel componimento Brava, «… alla quale sentiva di non appartenere più per la semplice ragione che tutto le sembrava costruito su dogmi obbligati da retaggi di appartenenza, da certezze di routine non verificate personalmente, tramandate di generazione in generazione», e in genere la società, le imponevano. Lei aveva la curiosità di chi non si conforma, e avvertiva il fascino della vita vera, quella vissuta a trecentosessanta gradi con tutti i sensi e ancor di più. Fino a diciassette anni era quella “brava” perché obbediente e plasmabile; poi arrivarono le domande, le quali, non ottenendo risposte dai familiari, rinforzarono i suoi dubbi sul modo di vivere fino allora stereotipato. Nel momento in cui prese posizione con il suo pensiero critico e gli ideali si convinse sempre di più di essere nel giusto e che la realizzazione di una donna non poteva essere limitata a trovare marito. Ed è lì che inizia la sua fuga, la necessità di cercare altro, quel qualcosa che potesse colmare la sua essenza di donna dalle tante sfumature. Il percorso di una vita la mette di fronte a responsabilità e sofferenze, come la preoccupazione per la figlia Francesca, definita bipolare borderline. Forza e determinazione l’accompagnano in tutte le prove da superare, minandone l’animo. Con l’avanzare degli anni, i benefici – scaturiti dal contatto con la natura – dei quali riporta nei suoi scritti, in particolar modo in diverse poesie, le consentono di raggiungere un certo equilibrio e una serenità d’animo necessari al suo vivere. Significativo è lo scritto intitolato Elogio della vecchiaia: «… chi l’ha detto che è il momento più brutto della vita? Come il giorno che va verso il finire si tinge di tenui colori, ammantando l’orizzonte di pallidi rosa e rossi velati, così la vita calma la corsa, la rende leggera e il cuore con battiti lievi più non soffre l’esasperazione di forti sentimenti…». Una penna raffinata, spontanea, coinvolgente quella che ci lascia l’autrice. Le parole saltano via dalle righe e il lettore partecipa – soprattutto in alcuni componenti – con accorato trasporto emotivo, ma anche lieto nei versi in cui la scrittrice descrive la serenità d’animo raggiunta. Sembra di ripercorrere le tappe della sua vita, di avvertire quei frammenti che come schegge sono rimasti incastrati nelle sue carni e che le consentono ricordi e racconti particolarmente vividi. La vita per l’autrice diviene maestra, e la Vestrucci con naturalezza spiega di come ora che è negli anni del tramonto riesca a comprendere e gustare cose che in gioventù le sfuggivano. Tutto si riduce all’essenzialità che non è limitazione, privazione, bensì capacità di godere delle piccole cose che poi sono quelle più importanti: un’alba, il tramonto, il canto del gallo, la voce del vento che infiltrandosi tra i rami diviene armonia, il mare con il suo fascino, l’ammirazione per la vita degli uccelli migratori, sempre in volo, liberi da ogni peso e responsabilità e da quella gabbia del corpo che costringe a terra gli umani. L’essenziale per l’autrice è l’immersione nella natura meravigliosa, prodiga di stupori e doni che la fa sentire albero, foglia, vento, volatile, come scrive esplicitamente nella poesia Sempre avrei voluto avere le ali: «Metamorfosi dell’anima mia. Sono flora e fauna in veste umana…». La scrittura, come scrive il critico Teresa Laterza nella squisita prefazione all’opera diviene catartica, e la poesia in particolare sembra restituire all’autrice quella serenità, quella carezza, quel conforto, che durante la vita le sono tanto mancati. Le parole scritte divengono così balsamo per l’anima e necessità, come riporta nel componimento Ne ho bisogno: «Le parole / scritte in un foglio / fan più compagnia / di quelle parlate / accontentano gli occhi / accontentan la mano / nello svolazzo grazioso / dei segni. / E se mentre le scrivi / anche l’anima esulta / allora ti accorgi / che hai fatto / poesia». È nella natura complice che l’autrice ritrova se stessa, la vera dimensione dell’essere, il senso della sua vita che è desiderio dell’oltre, come esprime nella poesia Io vivo: «Queste querce, / forti / sicure / mi legano / fra la terra e il cielo. / Ospitano la mia anima / nel nido / fra i rami / d’estate più folti / d’inverno più spogli. / Ma sempre / comunque / proteggono lo spirito mio / che solo nell’aria / fra stecchi e foglie / equilibri ritrova. / I respiri si allargano / aspirando la linfa vitale / d’intorno. / Io vivo / soltanto / quando le braccia mie / si confondono / e si aggrovigliano / per raggiungere il cielo».

Frammenti di vita, una deliziosa opera prima dalla cui lettura non si può che uscirne trasformati. Complimenti all’autrice, con la speranza che possa presto regalarci ancora intense emozioni.

 

Marisa Francavilla

INTERVISTA

Cos'è la scrittura per Maria Vestrucci?

Il mondo dei miei sentimenti trasmigra con la scrittura dalla mia anima su fogli bianchi. Con essa la libero da vincoli precostituiti e i suoi sentimenti si concretizzano facendomi assaporare l'Io mio, a volte ancora sconosciuto. Rinasco sempre ogni volta che scrivo e le mie forze vitali si rigenerano. Fisicamente si nasce una sola volta, spiritualmente il miracolo della vita si ripete ogni volta in cui si prende una penna per scrivere. Le mie prime rinascite sono avvenute per esorcizzare eventi drammatici della mia vita. Scrivevo... il dolore per le offese e le percosse subite... miracolosamente, il foglio, come carta assorbente, si impregnava di esse e le fagocitava. Fu così che mi innamorai e, come un amante, cominciai a cercare ogni sera "Poesia".

Cosa ha significato scrivere questo libro?

Scrivere questo mio libro di pensieri e poesie è la dimostrazione che si può uscire dal labirinto esistenziale con la forza delle passioni, è rendersi conto che, anche se la vita ti mette in ginocchio, ci si può rialzare e sorridere su ciò che è stato, facendone un bagaglio di esperienza positiva, è donarsi agli altri senza remore, è liberare tutti i fantasmi tenuti segreti e ripulirsi così l'anima, è scegliere di essere e non subire ciò che gli altri vorrebbero tu fossi. Con queste pagine mi sono riappropriata della mia vita, sono cresciuta, prendendo le mie responsabilità, consegnando agli altri le loro.

Quali sono i messaggi più significativi che ha voluto trasmettere con la sua opera?

I messaggi trasmessi sono evidenti in ciò che prima ho detto: la forza delle passioni che ti permette di essere; il potere liberatorio della scrittura; il piacere di conoscersi e parlarsi; il benessere acquisito con lo stare soli, in silenzio; la magia della natura, contemplata, che le parole scritte rendono possibile fruire anche a chi non ne è in contatto; l'importanza di porsi sempre domande anche se ad esse non avrai mai risposta.

Ha in cantiere altre opere similari?

Ho scritto molto e avrei ancora tanto da poter pubblicare. Non programmo mai il tempo per scrivere. Viene il momento, improvvisamente, da solo. La poesia non si premedita, sale spontanea dall'anima; allora, velocemente, prendo foglio e penna e scrivo. Mi accade sovente di fermarmi anche durante la guida se sento qualcosa. Il profumo del fieno tagliato, un tramonto dorato, il canto degli uccelli, il soffio del vento sono le note che trasformano un momento, che potrebbe essere anonimo, in poesia.

A proposito del suo libro...

Cosa dire ancora a proposito del mio libro? Forse non ho espresso la gioia nel vederlo realizzato, la gioia di poterlo regalare,non ho detto che non posseggo velleità di fama, che non mi considero una poetessa ma solo il cantore della mia vita perché di essa possa rimanere almeno un alito di labile ricordo.

Link per l'acquisto del libro:

https://www.ctleditorelivorno.it/product-page/frammenti-di-vita

BIOGRAFIA

L'AUTRICE SI RACCONTA...

Maria Vestrucci (mi chiamano da sempre Alba, il nome del fonte battesimale e, spesso, con questo firmo i miei scritti), nata ad Arezzo il lontano 22/03/1950. Vivo a Lucignano, un artistico paese toscano, nella ridente Val di Chiana. Mi sono diplomata all'Istituto Tecnico Statale Commerciale di Arezzo pur non amandone le materie di insegnamento, se non quelle letterarie. Per tale ragione i miei studi non sono serviti alla mia carriera lavorativa. Sono stata custode e guardia notturna al museo medioevale di Arezzo. Anche il lavoro non è stato soddisfacente perché costringeva alla noia di un'attività inesistente, ragione per cui mi sono licenziata molto presto, intraprendendo la vendita nel commercio di pizzi antichi. Ho lavorato con fatica ma con la dignità che deriva dalla consapevolezza che il guadagno riportato era meritato. Dalla città di Arezzo mi sono trasferita nel 2000 nella campagna toscana e, qui, sola, immersa nella natura, racconto la bellezza che mi circonda, il mio rapporto con il mondo presente e quello passato, ricordo eventi di vita senza nessun velo, con una sincerità spesso priva del pudore che rende pavidi. Tramite pagine di diario e poesie, da contenuti prima bui e dolorosi, passo a scritti più positivi man mano che la mia anima acquista leggerezza e impara a volare libera sui cieli azzurri della mia amata terra. E scrivo: «Non sono un poeta/ ho solo bisogno di scrivere/ e sfrutto Poesia per soddisfare/ i desideri dell'anima mia».